Ma Trento non è una città per giovani
Sembra un paradosso ma Trento, che si picca di essere una città universitaria e che investe fior di milioni in strutture faraoniche per le sue facoltà, non è una città per i giovani.
L'ennesima conferma, se fosse servita, è arrivata da quanto accaduto sabato sera al parco Santa Chiara. La città se ne è accorta il giorno dopo quando mamme e bambini hanno trovato il prato e la zona giochi invasi da bottiglie vuote e ogni specie di rifiuti.
Che c'era di speciale da festeggiare sabato sera?
Niente, ed è questa la notizia. In questa città che non offre alcuno spazio per i ragazzi che abbiano voglia di ritrovarsi, se non bar, pizzerie e ristoranti, uno di loro ha pensato di utilizzare il luogo di confronto virtuale (Facebook) per organizzare un incontro reale in un'agorà.
Un'idea semplice ma geniale perché il passaparola ha funzionato e così, di quando in quando, il «Santa» (così lo chiamano in gergo i ragazzi) accoglie centinaia di ragazzi.
Non c'è musica, non c'è bar, non c'è niente. Loro stanno là, se la raccontano, bevono e mangiano. Commettono un errore, biasimevole: rompono qualche bottiglia e non buttano i rifiuti nei cestini, ammesso e non concesso che ce ne siano a sufficienza e che non siano già pieni.
Del resto, a Trento è stata una società a partecipazione pubblica, Dolomiti Energia, a insegnarci che i rifiuti, nella fattispecie i sacchi azzurri con la plastica, vanno lasciati per strada, su marciapiedi e parcheggi.
Ed ora la stessa società, inventato il demenziale sistema dei sacchi verdi per gettare il residuo, ti porta via i cassonetti se sbagli a fare la differenziata. E i rifiuti? Li lasci in terra, of course, secondo un modello sperimentato già con successo a Napoli e dintorni.
Lungi dal giustificare chi sporca e non pulisce, bisognerebbe ogni tanto però compiere anche uno sforzo in più e chiedersi perché questo accade. Cosa offre questa bella città universitaria ai ragazzi? Che possibilità hanno di organizzare qualche evento? Triste ammetterlo, ma l'unico punto di ritrovo è una struttura non autorizzata, il centro sociale Bruno.
Ora dovrà sloggiare ma intanto sono partite le polemiche preventive da parte del rione di Piedicastello che, in via Papiria, potrebbe avere un edificio consono ad ospitarlo. Lì vicino, all'Italcementi, fra qualche anno verrà convogliata la maggior parte degli studenti delle scuole superiori in modo che, anche di giorno, non possano infastidire il centro città.
Per il resto, zero assoluto. A Carnevale c'era una festa serale praticamente in ogni paese, a Trento niente. Prima ancora, sull'altare della crisi, si era pensato di abolire anche l'ultimo dell'anno in piazza. L'estate scorsa, una volta alla settimana, in piazza Venezia si teneva l'i-Summer, un concerto nel parco. Apriti cielo! I residenti (la casa più vicina disterà 200 metri) hanno iniziato a protestare per i rumori e così prima sono stati limitati gli orari e poi gli organizzatori hanno desistito. I benpensanti non hanno riflettuto sul fatto che un parco invaso da ragazzi forse non viene utilizzato per traffici sessuali o di stupefacenti?
Si è provato allora nel pezzo di prato lungo il fiume Adige, davanti alle Albere. Esperimento, sono pronto a scommettere, che non si ripeterà quando si inizieranno a occupare gli appartamenti, giusto per non disturbare il sonno dei vip costretti tuttavia a convivere con i treni merci che sfrecciano alle spalle delle loro case. Trento, per dirne un'altra, forse per compiacere i titolari dei bar, è l'unica città capoluogo d'Italia a non essere riuscita ad allestire un maxi-schermo per la finale degli Europei di calcio, dopo il tutto esaurito registrato in piazza Fiera per la semifinale Italia-Germania.
A maggio, in compenso, tornerà la festa di Mesiano, ma gli organizzatori hanno già dovuto promettere che a mezzanotte si chiude, per evitare gli alti lai degli abitanti della popolosa sotto-frazione di Povo.. E avanti così, con divieti, limiti, imposizioni, richieste di autorizzazione, bolli e controbolli che farebbero perdere la pazienza a Giobbe.
Se gli sforzi di chi prova a mettere in piedi qualcosa fossero non dico aiutati ma perlomeno non ostacolati, ci sarebbe qualcuno deputato a controllare e a rispondere in caso di danni e imbrattamenti. Invece ora, con il caldo che sembra finalmente fare capolino, i ragazzi si riverseranno in centro storico per l'happy-hour e, puntuali, partiranno proteste, invettive, lettere e raccolte firme dei residenti.
I post-adolescenti hanno il torto di essere troppo vecchi per essere sostenuti dai loro genitori e troppo giovani per essere ascoltati dagli amministratori. Ma a Trento l'assessore alle politiche giovanili si occupa soltanto di consultori? E quello all'istruzione solo di tariffe e criteri di accesso agli asili nido?
Intanto a Trento ci si prepara ad accogliere, nel prossimo mese di dicembre, le Universiadi. Di sera, dopo le gare, gli atleti potranno trovarsi anche loro al «Santa». Che da sabato prossimo, c'è da giurarci, sarà presidiato da vigili urbani, carabinieri e polizia.
Benvenuti a Trento, la città dei ragazzi