Storia / L’iniziativa

Nomi, storie e vicende di 35 mila soldati trentini nella Seconda Guerra Mondiale nel «censimento» del Museo Storico

Dagli archivi con i fogli matricolari, alle memorie custodite in famiglia: foto, diari, lettere, tutti sono invitati a contribuire alla poderosa ricerca

TRENTO. Si è svolto oggi – giovedì 2 maggio – alla Fondazione Caritro a Trento un incontro per presentare un grande progetto pluriennale della Fondazione Museo storico del Trentino, il censimento dei militari trentini nella seconda guerra mondiale. Un’iniziativa a cui si vuole dare nuova linfa coinvolgendo nella raccolta dei materiali (lettere, diari, fotografie, memorie) associazioni d’Arma e Combattentistiche, territori e comuni cittadini.

“Verso l’80° della Liberazione e della fine della seconda guerra mondiale. Presentazione del Censimento dei militari trentini”, questo il titolo dell’incontro, si è concluso con l’invito rivolto a tutti (esperti del settore e non) a contribuire all’Archivio online del Novecento trentino (900trentino.museostorico.it) che per quanto riguarda il solo database dei militari trentini nella seconda guerra mondiale contiene oltre 35.000 schede biografiche.

Si tratta di un progetto iniziato alcuni anni fa presso la Fondazione Museo storico del Trentino che ha come obiettivo quello di censire tutti i militari trentini che hanno partecipato alla seconda guerra mondiale e si è allargato comprendendo l’intero decennio 1935-1945 (dalla guerra di Etiopia in poi).

Quello che si intende fare è restituire alla comunità la storia di queste persone, nella convinzione che la grande storia è fatta di una miriade di piccole storie individuali. Ad oggi sono stati inseriti nel database oltre 35.000 profili, brevi schede personali realizzate attraverso l’analisi dei fogli matricolari depositati presso l’Archivio di Stato di

Trento, che contengono i dati biografici dei soldati e la loro esperienza militare: i reparti di combattimento, i fronti di battaglia, le vicende vissute dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Ora è il momento di dare una storia a questi nomi. Fotografie, lettere, diari, memorie – spesso abbandonate nelle soffitte o negli scatoloni di casa – sono uno strumento fondamentale per affrontare le vicende belliche dal punto di vista personale, soggettivo. Questi documenti privati, nati nell’intimità delle vite delle persone, si trasformano in fonti della storia e della memoria per guardare alla guerra attraverso gli occhi e le parole di chi ha vissuto il secondo conflitto mondiale.

L’incontro, introdotto e moderato da Giuseppe Ferrandi direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, ha visto la presenza della Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento che ha sottolineato l’importanza del lavoro di recupero.  Sono intervenuti anche il Vice Prefetto Vicario Massimo Di Donato e Marco Merler, membro del Consiglio di gestione della Fondazione Caritro; entrambi hanno evidenziato l’importanza di questo lavoro di ricerca in continuo aggiornamento.

Lorenzo Gardumi e Michele Toss della Fondazione Museo storico del Trentino hanno quindi presentato il progetto di Censimento concentrandosi sulle prospettive future.

Si è parlato poi di due ricerche dedicate ai militari solandri nelle guerre d’Etiopia, di Spagna e nella seconda guerra mondiale (Centro Studi per la Val di Sole) e ai paracadutisti valsuganotti e tesini (Comitato associazioni combattentistiche e d’arma Valsugana e Tesino).

L’incontro si è chiuso con una tavola rotonda cui hanno preso parte diversi rappresentanti delle associazioni Combattentistiche d’Arma e della Resistenza che ha sancito l’impegno comune a proseguire con il lavoro di ricerca per restituire alla cittadinanza la storia e la memoria di coloro che parteciparono come militari alla seconda guerra mondiale.

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