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Il diavolo non fa i coperchietti

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Purtroppo il crimine non dorme mai, e la malavita organizzata ha riacceso i riflettori su Trento. Martedì scorso il bar Alla Rotonda è stato chiuso dai vigili perché sul caffè da asporto mancava il coperchietto in plastica. Chiusura del bar e sanzione in arrivo. «Gli Alla Rotonda sono un clan potentissimo che opera nello spaccio delle tazzine senza coperchietto dal lontano 1987 - ha rivelato alla conferenza stampa il commissario Basettoni - ma finora l’hanno sempre fatta franca», e il suo vice Giacomoni ha aggiunto «E adesso indagheremo anche sull’Uomo Ragno che avrà fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè».

In una città dalle radici contadine come Trento, la notizia di un padre di famiglia che smercia allegramente tazzine senza coperchietto a due passi da Piazza Duomo, con tanti bambini che possono vedere, ha lasciato tutti sgomenti. Intanto i reparti di polizia speciale sotto il controllo degli Eserciti Federali si stanno dedicando a questa preoccupante svolta malavitosa dei baristi trentini. Due le operazioni portate a termine negli ultimi giorni. Ieri in un bar di Cognola, il 7° battaglione della Folgore ha sgominato un giro di contraffazione di trecce mochene; pare che il barista facesse seccare le trecce mochene per poi rivenderle al mercato nero come strudel. E stamattina in un noto bar di Trento (per motivi di privacy non diremo che si trova in piazza Pasi), è stato scoperto un losco giro di brioche contraffatte. Pare che il proprietario, approfittando del fatto che fa buio presto, entrasse nel suo bar per invertire il contenuto delle brioche di nascosto (estraeva la marmellata dalle brioche alla marmellata e la sostituiva con cioccolata estratta dalle brioche alla cioccolata). Il commissario Basettoni è arrivato a questa brillante deduzione grazie alla soffiata di un cliente che si è trovato una brioche al cioccolato nonostante la vetrinetta fuori riportasse la scritta “marmellata”. Sigillo alle vetrinette e sequestro delle brioche. Di tutte le brioche. Anche quelle senza ripieno, perché la legge è legge.

«Al giorno d’oggi, tra Dpcm e pandemia, è più semplice e conveniente organizzare un traffico clandestino di scorie radioattive che tenere aperto un bar» ci ha detto un tizio di buon senso che ha chiesto di restare anonimo perché essendo di buon senso teme di essere perseguito.

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