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Le visioni cinematiche di Carlo Nardi nella colonna sonora del film documentario "The Leap - Il salto"

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Sono ventidue, da “Céline et Timothée” a “Yolina”, le tracce che danno forma al cd «Il salto | The leap» del musicista di Trento Carlo Nardi. Un album, pubblicato dalla prestigiosa label Cinevox Record, in cui sono racchiuse le musiche originali del film documentario «Il Salto / The Leap», diretto e prodotto dal regista trentino Andrea Andreotti, Una pellicola in cui vengono presentate dodici storie di migranti che vivono a Trento alla scoperta delle diverse psicologie di chi ha deciso di partire dalla propria terra per cercare una nuova vita. <La scorsa primavera – racconta Nardi - ho rimesso mano ai brani che avevo realizzato per il film.

 

Per ognuno dei protagonisti avevo composto un tema e delle variazioni. Per ragioni di regia, come spesso capita, non tutti i temi sono stati inclusi nella versione finale del documentario>. Ora l'album con le musiche del film include comunque quasi tutti i temi: <Ho proposto la colonna sonora ad alcune etichette specializzate in musiche da film e la prima a rispondere è stata, con mio grande onore, la Cinevox Record. Si tratta infatti di un’etichetta che, da appassionato di musica, è sempre stata tra le mie preferite, vantando in catalogo i più importanti compositori italiani di colonne sonore, Morricone, Umiliani, Piccioni, Nicolai, Cipriani e i Goblin, solo per citarne alcuni>.

Fra i brani più incisivi di questo lavoro troviamo «Europa», che in assaggio richiama «Lilac Wine» nell'interpretazione di Nina Simone, dove la performance trascende il dolore per un amore perduto per esprimere un senso di perdita più universale: <Costruendo un parallelo – sottolinea il musicista - ogni partenza implica la perdita degli affetti che si ha lasciato a casa, delle certezze, come la lingua e le norme culturali, che regolano le aspettative quotidiane, e spesso anche della speranza di migliorare la propria vita, quando essa si scontra con le difficoltà burocratiche, i pregiudizi e il razzismo nella terra di destinazione>. Nel futuro di Carlo Nardi (qui nella foto di Alvise Grancelli) c’è il secondo album dei Les Jeux Sont Funk atteso nei prossimi mesi: <Durante l'isolamento forzato del lockdown, lavorando a questi brani mi sono immaginato di dialogare musicalmente con i protagonisti del documentario, come se le musiche scaturissero da questo incontro virtuale. Certo, però, che fare musica da soli è piuttosto frustrante e, in fondo, ha poco senso. Non vedo infatti l'ora di rimettermi al lavoro con il resto della band, i Les Jeux Sont Funk, coi quali siamo a un passo dal compimento del nostro secondo disco>.

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