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È giusto dare

il benvenuto

ai nuovi nati

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Silvano Bert è da decenni un "cristiano provocatore" e io da decenni sono stato definito "sindacalista dei neonati". Ho letto e apprezzato la proposta dei nonni di Andrea Ianeselli a proposito di una "festa civile mensile per tutti i nati".

È giusto dare il "Benvenuto" a ogni neonato in una "Città Amica dei Bambini"!" Non tutti forse ricordano che il 3 dicembre 2019 il sindaco Andreatta riceveva dall'Unicef questo accreditamento, impegnandosi «a rendere pratica quotidiana i principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti del Bambino». Il presidente di Unicef Italia riconosceva «l'impegno di Trento per la costruzione di una città sempre più attenta al benessere del Bambino e dell'Adolescente». Bravo Andreatta!

Una festa civile non è in contrasto con la festa religiosa. Come scrivono i nonni, fino a 50 anni fa il Battesimo era praticato da tutti (come il matrimonio religioso). Non ho dati sulle attuali percentuali, ma so che a Trento i matrimoni religiosi erano al 99,16% nel 1968, al 50% nel 2000 e ora sono attorno al 30%... "Battesimo" significa immersione in acqua, per purificarsi dal peccato di Adamo. Una "Teologia morale" del 1950 (con imprimatur) riporta pagine e pagine di casuistica sulla "materia valida o lecita" e su formule rigide. "Per la felicità eterna" era indispensabile un battesimo "valido"! E allora si poteva "battezzare anche contro la volontà dei genitori".

Ricordo che all'Ospedalino si doveva registrare ogni neonato e sulla "formula esatta" si aggiornava periodicamente il personale. Ricordo ancora i pianti di mamme disperate, perché il figlio morto non era stato battezzato e non lo avrebbero più rivisto in paradiso; e sarebbe stato sepolto fuori dal cimitero! Il Limbo è stato abolito dieci ani fa, ma senza scusarsi per i drammi legati a quanto prescritto da sant'Agostino in poi, per cui tutti i neonati "nascevano peccatori"… Per secoli e secoli, fino all'800, in decine di chiese trentine si portavano a battezzare neonati morti e lì risuscitati per pochi attimi con preghiere (ed elemosine…).
Torniamo a oggi. Oggi ci sono formule aggiornate ai tempi e la cerimonia deve essere considerata anche dai laici come un giusto rito di accoglienza di un nuovo nato nella comunità cristiana. Come rileva Bert, i "riti religiosi" da secoli sono ben organizzati. È giusto che anche la comunità civile festeggi l'ingresso di un nuovo cittadino.

Come nel caso del battesimo in chiesa si insiste sulle nostre responsabilità ad aiutare il neofita nel suo percorso spirituale in vita, così - al di là della "festa" e delle modalità dell'Apparire (oggi purtroppo enfatizzate) - in quel giorno si dovrebbe prendere atto delle enormi responsabilità che famiglia e società si devono assumere nei confronti di ogni nuovo cittadino. Sarebbe il momento giusto in cui il Sindaco dovrebbe ricordare a tutti i cittadini che dal 1989 i Grandi (genitori in primis e poi educatori e pediatri e politici!) non hanno diritti di proprietà sui bambini, ma solo responsabilità, enormi responsabilità. La Convenzione che Andreatta ha sottoscritto per Trento è stata firmata da tutti gli Stati del mondo.

Insisto nel dire che il "mondo a misura di Bambino" voluto dall'ONU è anche evangelico: dobbiamo mettere i bambini "in mezzo" e preparare per loro un mondo futuro di pace, fraternità, amore universale. Da 50 anni un mondo, ora tutto interconnesso, propone e cerca di attuare questi valori civili e religiosi, tra molte incomprensioni. Però è ormai universale leggere che bisogna rispettare i diritti di giovani, donne, lavoratori, anziani, poveri, migranti, mettendosi nei loro panni, a cominciare dall'ambiente Terra. Se tu fossi in queste condizioni, come vorresti il mondo?
Si citano poco i neonati… Quando Gesù diceva che bisogna anzitutto "farsi bambino" per realizzare un mondo di Amore, anticipava quel "mondo a misura di Bambino" oggi voluto dall'ONU. Nella Festa proposta, di fronte a ogni nuovo Neonato trentino, ogni genitore e ogni politico dovrebbero impegnarsi a vivere con lui e per lui in un mondo di amore, di verità, di fraternità. Diceva Gandhi che i valori "libertà e uguaglianza" seguiranno poi spontaneamente ai valori "verità e fraternità".
Grazie, nonno Bert!

Dino Pedrotti
Neonatologo

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