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Quella doppia morale

tra uomo e donna

Il video e la maestra licenziata

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Ebbene sì. Le donne hanno una vita sessuale, anche quelle che fanno le maestre nelle scuole materne. E pensate che, quando l'asilo chiude, loro escono ed hanno una vita propria: respirano, incontrano mariti, compagni o chi pare a loro. A fine orario, non vengono ripiegate in una teca o riposte in un armadio.

Donne libere. Di più, persone libere. Pensa te!... L'idea dell'insegnante che, al mattino, accoglie i nostri fanciulli con sguardo verginale è pura leggenda.

Nei giorni scorsi ha tenuto banco la questione della maestra d'asilo che in Piemonte ha visto le proprie foto hot - che aveva inviato al fidanzato - sbattute nel gruppo Whatsapp degli amici del calcetto dello stesso, divenuto nel frattempo il suo ex. Alla fine della loro storia l'uomo ha avuto la brillante idea di condividere certe immagini con gli amici. Zero scrupoli. Ma se il comportamento di lui è deprecabile, a lasciare perplessi è soprattutto ciò che è accaduto dopo: la reazione dei vertici della scuola e quella dei genitori dei bambini che frequentano quell'istituto. Da Repubblica: «Il giorno dopo la ragazza viene contattata dalla madre di una bimba dell'asilo: la donna è la moglie di un compagno di calcetto del fidanzato e, da uno screenshot pubblicato in cui compariva il suo nome, ha scoperto la situazione "spiacevole".

[credits: Silvipage - Instagram]

Nella querela la giovane racconta che la donna le avrebbe detto di non fare nessuna denuncia altrimenti avrebbe informato la direttrice». La donna e il marito (...) il 1° dicembre affronteranno il processo e «si difendono spiegando di essere stati solo preoccupati per la figlioletta e di non aver minacciato in alcun modo la ragazza ma solo cercato di aiutarla. La scuola però entra in gioco qualche giorno dopo. La direttrice le dice che "non sarebbe più stata compatibile con il lavoro". Se non si fosse dimessa avrebbe avuto "un marchio per tutta la vita, e non avrebbe mai più trovato lavoro neanche a pulire i cessi di Porta Nuova". In un primo momento la giovane maestra si rifiuta di dare le dimissioni. Ma alla fine è costretta a cedere perché la dirigente (...) convoca una riunione e racconta l'accaduto a tutte le colleghe. Una gogna pubblica».

Costretta a licenziarsi. Perché? Perché ha una vita privata che qualcun altro ha messo "in piazza". Come stia la ragazza lo possiamo solo immaginare (le cose le capisce solo chi le vive). In questi tempi bui, di paranoie da virus e di censure in Rai (il "caso Leosini" e le degenerazioni del politically correct), il carico da novanta lo mettono i "leoni da tastiera" con i loro commenti sui social: commenti idioti, prima che sessisti. Autori sono uomini e donne.

Passa l'idea di una società con grossi problemi (non occorre chiamarsi Vittorino Andreoli ed avere una laurea in psichiatria per rendersene conto), con un'ipocrisia patologica e una visione della società ferma agli anni ‘50.

Ebbene sì, le maestre d'asilo hanno una vita sessuale, frequentano chi vogliono, fanno ciò che vogliono con chi vogliono. Una vita sessuale ce l'hanno anche le maestre elementari, le prof di medie e superiori, a salire fino all'università (in un'escalation ideale fatta di lenzuola e nudità). E (teniamoci forte!) anche le nostre mamme hanno o hanno avuto una vita sessuale, così le nostre zie e le nostre sorelle.

Quando avremo preso atto di questo, potremo dire di aver fatto un piccolo passo avanti e a nessuno salterà in mente di licenziare una donna perché ha inviato delle foto e dei video all'allora fidanzato (la questione della correttezza di quest'ultimo è un'altra storia). È sotto gli occhi di tutti la doppia morale, la morale a senso alternato, che stride con le tante parole sulla parità, sul rispetto, sul buonsenso e, in sostanza, sul vivere civile. Vorrei dire che anche le mie maestre della Materna avevano una vita sessuale, ma io andavo in un asilo gestito dalle suore...

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