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Ecco a voi il ballo della democrazia

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La notizia buona è che il candidato del centrodestra è così nuovo (e chi chiede e invoca il cambiamento ha bisogno di novità) che non lo conosce nessuno. La notizia cattiva è però la stessa, rovesciata: se il candidato di centrodestra non lo conosce nessuno, forse è fin troppo nuovo. Qui non c’è - come nei Promessi sposi - un don Abbondio che alza gli occhi dal libro chiedendosi: «Carneade, chi era costui?». Qui ci sono gli elettori di Trento, donne e uomini che hanno in mano il destino dell’ultimo fortino di centrosinistra.

L’avvocato Alessandro Baracetti, scelto dalla coalizione che dopo aver conquistato la Provincia vuole espugnare il capoluogo, probabilmente apprezzerà il paragone col filosofo greco nato un paio di secoli prima dell’avvento di Cristo. Perché non ha fatto esattamente della visibilità la sua arma migliore. Due, comunque, gli obiettivi che possono aver animato chi è arrivato al suo nome: quello di cercare di vincere con un volto pulito, serio e, per le ragioni dette, nuovissimo, o quello di dar vita ad una sorta di desistenza.

Tradotto: visto che la sinistra ha puntato su un candidato imbattibile come Ianeselli, che ha persino ricompattato la coalizione, tanto vale opporgli un candidato che non ha nulla da perdere (e che dunque può onorevolmente perdere), un non politico che si potrebbe semmai spendere in una prossima occasione. E qui è opportuno ricordare che se è vero che alle ultime politiche (suppletive incluse) il collegio di Trento è passato al centrodestra, è anche vero che la città di Trento ha retto in questi anni a tutte le ondate nazionali: numeri alla mano, se si fosse votato solo in città, avrebbe infatti vinto anche Giulia Merlo, l’agnello sacrificale (o Carneade, se preferite) che il centrosinistra ha opposto a Martina Loss, diventata invece deputata in virtù dei voti arrivati da altre zone del collegio.

In politica, si sa, i conti si fanno comunque sempre e solo dopo che si è votato. Se Salvini e il centrodestra, prima di maggio, avranno di nuovo un po’ di vento in poppa, la gara si farà infatti molto più aperta; diversamente Ianeselli avrà un unico, enorme problema: quello di convincere gli elettori ad andare a votare, visto che molti considerano già chiusa la “gara” e dunque in qualche modo inutile il loro apporto. Il confronto s’annuncia comunque interessante: per lo stile garbato dei candidati - costretti entrambi a pescare soprattutto nel solito centro moderato - e perché c’è già chi vuol rompere loro le uova nel paniere. Grisenti e anche Filippo Degasperi, passato dai 5stelle a un’Onda civica ancora tutta da misurare.

Interessante anche ciò che sta accadendo a Rovereto, dove quasi tutti vogliono salire sul carro civico di Valduga e dove chi non trova posto sul carro annuncia la nascita di almeno due possibili alternative. Ma anche i segnali che arrivano ad esempio da Riva, da Arco e da più d’uno dei centri maggiori ci dicono che non c’è più nulla di scontato.È il bello della democrazia. O il ballo della democrazia?

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