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Mart, Sgarbi ha inaugurato

la mostra su Carlo Benvenuto

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Vittorio Sgarbi ieri ha aperto al Mart sei progetti che segnano ufficialmente la nuova attività del museo roveretano, dopo l'emergenza sanitaria.

Al primo piano del palazzo di corso Bettini c'è una grande mostra dedicata a Carlo Benvenuto, mentre nella piazza sotto la cupola e nel Giardino delle sculture sono ospitate grandi opere colorate e "circensi" di Marco Lodola e i "cani" di Velasco Vitali (vedi box sotto). Mentre tre altri Focus sono all'interno delle Collezioni.
Uno dei fili conduttore delle esposizioni è l'immagine nel XX secolo. Tre progetti espositivi indagano infatti lo statuto dell'immagine tra storia e contemporaneità, memoria e rappresentazione. Nel museo si ritrova il solenne racconto di Yervant Gianikian e Angela Ricci, di cui il Museo ha prodotto l'ultimo film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia; si prosegue attraverso la collezione personale, mai esposta prima, degli albi fotografici di Italo Zannier; e si arriva alla metafisica del quotidiano delle composizioni di Carlo Benvenuto.
Attraverso tre progetti autonomi, dedicati a raffinati interpreti del nostro tempo, il Mart prosegue la sua indagine sul Novecento, sull'immagine riprodotta e sugli archivi visivi. Nel dialogo tra passato e presente, a cambiare è la prospettiva contemporanea.

Al centro delle esposizioni c'è l'omaggio, voluto dal direttore uscente Gianfranco Maraniello a Carlo Benvenuto, «L'Originale». Tra i maggiori artisti della generazione emersa all'inizio del Millennio, Benvenuto è autore di una raffinata e spaesante metafisica del quotidiano. Al Mart una selezione di circa sessanta lavori realizzati dagli anni Novanta ad oggi: fotografie, sculture e dipinti. Protagonisti della ricerca di Benvenuto sono oggetti appartenenti alla dimensione silenziosa della quotidianità. Riprodotti in dimensioni reali, collocati fuori da un tempo e da uno spazio riconoscibili, perdono la propria funzionalità trasformandosi in immagini di misteriosa poesia.

Attraverso assonanze e riflessi, il percorso orbita attorno a una stanza centrale dove dialogano quattro variazioni di autoritratto. Scelti dall'artista tra i capolavori delle Collezioni del Mart, completano la mostra gli autoritratti di tre grandi maestri del primo Novecento: Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi e Renato Guttuso, provenienti dalle collezioni del Mart.

La mostra resterà aperta fino a al 18 ottobre ed è a cura di Gianfranco Maraniello con Daniela Ferrari e Chiara Ianeselli. La mostra è accompagnata da un ricco catalogo con un esteso saggio su Benvenuto.

Sono inoltre proposti tre focus. Uno sul pittorialismo nelle collezioni fotografiche del museo proposto dal focus «After Monet», titolo di un'opera realizzata dal fotografo Vik Muniz: un quadro di Monet riprodotto con i cartoncini delle mazzette Pantone in forma di collage e fotografato dall'artista brasiliano.
Un altro è dedicato alla pittura di Ardengo Soffici con il Dante e Beatrice "irredentista" oltre ad alcune opere del pittore toscano.

Infine c'è l'omaggio alla figura di Claudia Gian Ferrari che alla sua morte ha donato al Mart alcune opere di Fausto Melotti (vedi box a destra) che saranno esposte insieme ad alcune opere di Boccioni, Casorati e Sironi, tra gli altri.

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