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«Contatti» il mini-festival

fra scienza ed arte

con il Santa Chiara

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Far incontrare i testimoni del nostro tempo e confrontare il loro pensiero su questioni di stringente attualità, dalle urgenze ambientali all’importanza della ricerca, per capire che scienza e arte, come suggeriva Galileo, non sono altro che la stessa voce di quel «grande libro della natura» che è l’universo. È questo l’obiettivo di «Contatti - Trento scienza e arte» il nuovo progetto culturale realizzato dal Centro S. Chiara insieme al Muse e in collaborazione con il Sistema della Ricerca del Trentino.

Un ciclo di appuntamenti, che vogliono proporre due letture complementari dello stesso tema: da un lato lo sguardo della scienza, tradotto in un dialogo informale, dall’altro la trasposizione delle questioni in suggestioni e interpretazioni artistiche, per favorire una visione olistica di questi temi. La rassegna sarà anticipata, martedì 27 ottobre dal talk «Immaginare il futuro: andrà meglio?» (ore 18.30 al Muse), con un’irriverente intervista di Dario Vergassola a quattro ricercatori trentini: Christian Casarotto, Francesca Bovolo, Francesca Cagnacci e Dino Zardi.

Il primo evento sarà quello del 29 ottobre alle 20.30 all’Auditorium S. Chiara, e in replica il 30 e il 31, con la prima di «Storie di mare e piccole terre» una fiaba surreale di Maurizio Dini Ciacci e Dario Vergassola sui temi dell’ecologia e dell’eco-sostenibilità. Una produzione che intreccia tre componenti artistiche in un unico spettacolo: una narrativa, affidata al comico ligure, una musicale che riunisce compositori, cantanti e musicisti provenienti da ambiti differenti, come il rapper Dargen D’Amico e l’incantautrice Marquica ed una visuale realizzata dal Premio Oscar Luc Jaquet. Una particolare commistione musicale, segnata anche dalle note dalla pianista e compositrice trentina Isabella Turso, che verrà eseguita live dal Fresh Fish Ensemble (archi, fiati, percussioni, tastiere, pianoforte), diretto dallo stesso Dini Ciacci, accanto ai live electronics di Michele Tadini.

Martedì 10 novembre, alle 20.30 al Teatro Sociale, i Deproducers (nella foto) presenteranno la performance «Dna» realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro. On stage Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Max Casacci, Riccardo Sinigallia: quattro musicisti e produttori, insieme per condividere un’idea: fare musica per conferenze scientifiche, concependo la scienza come poesia. Insieme a loro ci sarà Telmo Pievani professore di Filosofia delle scienze biologiche presso l’Università degli Studi di Padova per uno spettacolo di scienza e musica in cui chitarra, basso e tastiere si scambiano continuamente i ruoli per dare voce all’evoluzione della vita.

L’atto finale della rassegna, giovedì 10 dicembre, alle 20.30, al Teatro Sociale, sarà con «Progetto Galileo. L’ordine dell’occhio» uno spettacolo interdisciplinare di musica antica, elettronica, narrazione e videoart ispirato a Galileo Galilei, che sarà anche l’evento di chiusura della trentaquattresima edizione del Festival internazionale Trento Musicantica. L’obiettivo dello spettacolo, nato da un’idea di Alessandra Rossi Lürig e Gianmaria Sortino, gestito dal Centro S. Chiara in collaborazione con il Muse il Conservatorio Bonporti, e realizzato dalla Fondazione Arcadia, è dare una prospettiva nuova dell’uomo Galileo: non più solamente un geniale scienziato e padre del pensiero moderno europeo, ma anche abilissimo musicista, figlio di quel Vincenzo Galilei, teorico, trattatista e compositore, che contribuì alla nascita del nuovo stile monodico e allo sviluppo dell’acustica musicale. Ad aprire ogni spettacolo un particolare intervento: quindici minuti prima di alzare il sipario, i ricercatori del sistema Star offriranno infatti spunti e visioni scientifiche a cui si è ispirato l’evento.

Biglietti disponibili in prevendita da oggi al Teatro Auditorium (lun-sab, 10-13, 15-19) e successivamente online su www.primiallaprima.it e nelle Casse Rurali.

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