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Il "piacere" di Boldini è la nuova mostra del Mart (ma per ora senza spettatori)

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Avrebbe dovuto aprire il 14 novembre la mostra «Giovanni Boldini. Il Piacere». Allestita, sonorizzata, pronta per essere visitata, la mostra è attualmente chiusa al pubblico. Attraverso il web il Mart proverà a incuriosire i visitatori e a raccontarla in un modo diverso dal solito.

Per il Mart, quasi un ritorno alle origini: era infatti il 2001 quando Gabriella Belli portò a Palazzo delle Albere a Trento la grande mostra “Boldini, De Nittis, Zandomeneghi” dedicati agli impressionisti italiani. Che seguiva l’altrettanto importante mostra dedicata a Giovanni Segantini.

Giovanni Boldini è stato il più grande ritrattista della Belle Époque è arrivato al Mart. La mostra, che sarà aperta al pubblico appena sarà possibile, conta su 170 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, molte delle quali appartenenti al patrimonio del Museo Boldini di Ferrara, chiuso al pubblico dopo il terremoto del 2012. Da Ferrara a Parigi, passando per Firenze e Londra, il maestro italiano studia Raffaello, frequenta i Macchiaioli e il Caffè Michelangelo di Firenze, conosce Courbet, Manet, Degas e, stabilitosi definitivamente a Parigi, si afferma come uno degli artisti più richiesti. Grazie anche a una spiccata intraprendenza e a notevoli doti relazionali, Boldini diventa il pittore dei ritratti di società.

Dal punto di vista pittorico, l’artista persegue continue innovazioni e repentine trasformazioni: con i suoi vortici di pennellate lunghe e vibranti, le cosiddette sciabolate, ferma sulla tela immagini simili a fotogrammi. Scatti mossi, ripresi in divenire, fissano la dinamicità del passaggio fra un’azione appena compiuta e un’altra appena cominciata.
Nella mostra l’attività del pittore italiano viene ricostruita nella sua completezza attraverso un ricco percorso cronologico, che lascia spazio all’approfondimento di alcuni temi e relazioni che ne hanno segnato la lunga e proficua carriera. Per favorire l’immersione del visitatore nelle atmosfere boldiniane, il percorso di visita è accompagnato da una sonorizzazione site-specific realizzata per il Mart dal pianista e compositore Cesare Picco e dal violinista Luca Giardini.

 

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