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Il «paradiso» sonoro

di Hyppoch, primo EP

per il cantante trentino

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Un Ep, «Heaven Is For You», con una serie di canzoni dall’anima grunge, straziata, ma anche piena di speranze. E’ quello che svela il nuovo progetto solista del musicista di Trento Alessandro Coppola in arte Hyppoch.

Alla sua prima partecipazione al contest di UploadSounds come solista, Alessandro è anche chitarrista dei Mondo Frowno, si è classificato terzo alla finale del 14 dicembre 2019. Proprio quest’anno grazie al bando “I have a dream” di Uploadsounds avrebbe dovuto recarsi a Londra per registrare e farsi produrre il primo disco da Omid Jazi (produttore e musicista, che ha accompagnato i Verdena nel tour del 2011).

L’emergenza coronavirus e il lockdown hanno costretto a cambiare i piani del musicista di Trento che senza abbandonare, in attesa di tempi migliori, l’idea della produzione inglese ha pensato di registrare e far uscire alcuni brani che aveva da tempo nel cassetto grazie anche alla spinta di Giacomo Pallaver in arte Jack Pallatron V: «I tre brani di “Heaven Is For You” sono canzoni che avevo scritto anni fa, in momenti diversi, per motivi diversi. Ma erano rimasti in qualche cartella nascosta del pc, senza che io ci dessi mai troppo valore».

Il cd si apre com “JC” dedicato a Julian Casablancas vocalist della band americana Strokes e prosegue sulle note di “Like a Boat”, ispirata da “un sogno gelatinoso, distorto e triste”. Il terzo ed ultimo pezzo s’intitola Heaven Is For You e spiega Hyppoch: «E’ dedicato ad una signorina tanto carina per una canzone d’amore improbabile che ho scritto ai tempi del liceo che m’ andava tutto storto». Oltre a Pallaver, che ha curato il mix ed il master del cd e ha messo lo zampino anche negli arrangiamenti, al disco ha collaborato anche Giacomo Toniolli che ha sopportato il processo creativo: «Questi tre pezzi rappresentano lo specchio del momento particolare in cui ci siamo trovati negli scorsi mesi. I suoni sono infatti da “cameretta”. Questo detto con accezione negativa, bensì con un significato di intimità e naturalezza che non sarebbero mai emersi in un ambiente più “professionale”».

Brani semplici dunque ma allo stesso tempo sottolinea il musicista che in versione live si propone con chitarra elettrica e loopstation: «Che mi rappresentano appieno perché li avrei lasciati nel dimenticatoio, non avrei mai scommesso su di loro, ed invece mi hanno fatto capire tanto sul modo in cui voglio suonare, creare ed esprimermi. Con naturalezza, semplicità, intimità e senza tanti fronzoli».

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