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Evasione, con le cause tributarie

recuperati 35 milioni di euro

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Le cause sul fisco presso le Commissioni tributarie di primo e secondo grado hanno portato a recuperare l’anno scorso tasse non pagate per almeno 35 milioni di euro. La cifra è analoga a quella dell’anno precedente, ma il contesto vede i ricorsi alla giustizia tributaria in calo, soprattutto perché si allargano le procedure di definizione agevolata delle liti fiscali. Solo l’ultima rottamazione delle cartelle esattoriali, la terza, insieme al cosiddetto saldo e stralcio delle pendenze arretrate hanno portato in Trentino alla definizione agevolata di 160 milioni di imposte pregresse.

Con lo sconto delle sanzioni e degli interessi di mora, il recupero effettivo per il fisco è di poco superiore ai 100 milioni. Il quadro della giustizia tributaria in Trentino emerge dalla relazione del presidente della Commissione tributaria di secondo grado Corrado Pascucci in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, che si è svolta senza cerimonia, date le restrizioni Covid.

Le controversie pendenti davanti alla Commissione tributaria di primo grado a inizio 2019 erano 817. I ricorsi pervenuti nell’anno sono stati 277, con una diminuzione di 45 rispetto ai 322 arrivati l’anno prima. Ne sono stati definiti 386 con una conseguente giacenza a fine 2019 di 708 controversie. Il valore totale dei ricorsi presentati ammonta a 25,3 milioni, quello delle controversie decise è pari a 48,7 milioni. Le sentenze favorevoli al fisco sono il 21,99% del totale, quelle favorevoli ai contribuenti il 17,84%, le restanti sono di tipo intermedio o hanno visto la cessazione della materia, la conciliazione, l’estinzione.

Presso la Commissione tributaria di secondo grado si parte da 159 cause all’inizio del 2019. Durante l’anno ne sono arrivate 86 (erano 92 del 2018) e ne sono state definite 117, con una pendenza a fine anno di 128. Il valore totale delle vertenze presentate ammonta a 21,9 milioni, il valore di quelle decise è di 34,8 milioni. Le sentenze favorevoli agli Uffici sono pari al 46,43%, quelle favorevoli ai contribuenti al 24,11%, le restanti sono di tipo intermedio o estintivo.

Nel complesso, quindi, le nuove cause dell’anno valgono poco più di 47 milioni, quelle definite sono pari a 83,5 milioni. In base alla percentuale di cause vinte totalmente o parzialmente dallo Stato, si arriva ad una prima stima di 35 milioni di imposte recuperate.

«I dati numerici rappresentano il minimo storico degli ultimi anni» osserva Pascucci. Le motivazioni del calo sono le opportunità di definizione agevolata e il reclamo con mediazione, ma anche il disinteresse a impugnare gli atti impositivi da parte degli organi della procedura concorsuale delle aziende in crisi, sempre per l’opportunità di ricorrere alla rottamazione.

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