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Battaiola (Associazione albergatori): «Il bonus vacanza aiuta le famiglie non le imprese del settore turistico»

 

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«Io credo che il bonus ai trentini che decidono di fare la propria vacanza in provincia sia una misura per famiglie e non per le imprese. Questo l'ho già detto per il bonus nazionale e lo ripeto per quello trentino. Sono le famiglie che ottengono uno sconto per andare in vacanza, mentre gli alberghi semplicemente incassano per un servizio erogato».
Così Giovanni Battaiola , presidente Asat (Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento).
 
Battaiola avanza dubbi sull'attrattività dell'iniziativa della giunta provinciale. «Io non so quanti trentini decideranno di fare le loro vacanze in Trentino per uno sconto di 50 o 100 euro. La misura non mi sembra economicamente così allettante anche se devo ancora conoscere i dettagli dell'iniziativa».
Battaiola sembra dunque dubbioso sul fatto che l'incentivo spingerà i trentini a fermarsi in montagna o sui laghi, anziché optare per il mare o il vicino Alto Adige. «Avrei preferito un vero aiuto alle imprese perché ce ne sono molte che sono chiuse e di questo bonus non tutti ne potranno beneficiare»
 
A far ben sperare sono le tantissime richieste di preventivi e informazioni che stanno arrivando in questi giorni negli alberghi della provincia.
 
«C'è tanta richiesta. Sulle conferme non è ancora come ce l'aspettavamo. L'estero è ancora fermo, ma si stanno muovendo gli italiani».
 
Secondo Battaiola sta andando molto forte l'extra alberghiero. «Gli appartamenti stanno vivendo un momento particolarmente felice, mentre sull'alberghiero ci sono ancora molte incognite».
Purtroppo molte strutture, nonostante l'estate sia iniziata, non hanno ancora la certezza di poter aprire. «Coloro che hanno più strutture o quelli che hanno necessità di avere una minima copertura di costi certi stanno ancora decidendo cosa fare. Le richieste sono tante ma ora servono le conferme. Va anche detto che anche negli altri anni questi erano i giorni in cui molti alberghi di montagna aprivano».
 
Quello che servirebbe, secondo Battaiola, sarebbero aiuti alle imprese legati alla riduzione del costo di collaboratori. «Noi siamo convinti che tutti dovrebbero aprire perché il turista, quando arriva, ha bisogno di normalità. Già deve mettere in valigia mascherine e disinfettante. Lo vediamo anche dalle tante richieste di sapere le garanzie sanitarie che offrono le strutture. Da una parte, dunque, c'è bisogno di sicurezza, dall'altra di normalità». Battaiola sottolinea che il costo del personale per le strutture non è direttamente proporzionale al fatturato. «Su questo insistiamo, ci vuole uno sgravio sul costo dei lavoratori se si vuole davvero aiutare il settore. Al momento ci sembra che i soldi messi a disposizione a fondo perduto per questi mesi di blocco siano pochi. Si parla di un rimborso che va dai 2 ai 4 mila euro ad impresa».
 
Favorevole all'iniziativa ma dubbioso sull'applicabilità del provvedimento è Paolo Cunego , del Comitato difesa consumatori Trento. «Bisogna vedere come effettivamente verranno erogati i soldi. Se, come è accaduto per gli incentivi per i serramenti, gli albergatori vedranno scalati gli importi dalle future imposte da pagare o saranno rimborsati tra qualche mese potrebbero dire di no. Dal mio punto di vista albergatori e ristoratori dovrebbero abbassare i prezzi. Ho visto offerte allettanti di alcuni campeggi dei laghi della Valsugana ma riservati a chi poteva permettersi di trascorrere uno o due mesi sul lago. Credo che si dovrebbe pensare ai prezzi che c'erano prima dell'introduzione dell'euro. Con prezzi più bassi anche le strutture sarebbero maggiormente attrattive».
La norma sul bonus vacanze in Trentino, riservato ai residenti in Provincia e senza limiti di reddito, sarà approvata a breve: la procedura e i dettagli tecnici e amministrativi sono in corso di definizione.

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