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Ecco «Campo Digitale»

la start-up vincente

di giovani trentini

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La giuria di Officine Italia ha avuto il suo bel daffare, la scorsa settimana. Officine Italia è stato il primo evento virtuale in Italia che ha fornito una piattaforma ai giovani per progettare il futuro del Paese. Una rete di istituzioni, aziende private (tra i partner, dal Trentino, il Gruppo Lunelli) e terzo settore, che ha dato l’opportunità di partecipare attivamente alle sfide economiche e sociali che l’Italia dovrà affrontare a seguito dell’emergenza Covid-19.

Una maratona virtuale, cui ha partecipato il ministro dell’ambiente Sergio Costa, che ha messo in gara giovani talenti con l’obiettivo di sviluppare idee, proposte e progetti concreti per il rilancio del Paese.
Un gran daffare perché la giuria (per il tema «bellezza» rappresentata, tra gli altri, da Alessandro Della Penna del Gruppo Lunelli, per il tema «talento» da Flavia Marzano, per il tema «network» da Alberto Forchielli di Mandarin Capital) ha dovuto valutare 241 progetti.

Per la sfida network, ecco la sorpresa: ha vinto Team 71 - Campo Digitale, di cui è leader Davide Menguzzato, ventenne studente di Economia e management a Trento.

Non è la prima volta che il giovane trentino si mette in evidenza: il primo, innovativo progetto, da visionario con il gusto della concretezza, è il business sociale della fabbrica dei grilli, nel 2019 selezionato al Festival dell’economia civile (ne riferiamo a fianco, ndr). Che si tratti di grilli, per sfamare l’umanità, o di Campo Digitale, sempre lì si va a parare: il cibo. Il team leader Davide e i suoi dodici colleghi, lo ribadiscono: «C’è la necessità di cambiare come ci alimentiamo, e come produciamo il nostro cibo. C’è bisogno di mutare paradigma».

Cos’è Campo Digitale?
«È un servizio di distribuzione alimentare a km zero dalla duplice natura, come ha riconosciuto la giuria di Officine Italia» risponde Menguzzato «da una parte, piattaforma e-commerce; dall’altra, rete di relazione tra consumatori e produttori».

Qual è l’obiettivo?
«Rilanciare i piccoli produttori agricoli e offrire loro gli strumenti per avere successo in un mercato sempre più digitalizzato. Attraverso la creazione di sistemi cooperativi di vendita e di acquisto, i consumatori potranno acquistare prodotti di qualità a costi economici, senza sacrificare la comodità dell’e-commerce».

Ci sono già i Gas, i gruppi di acquisto solidale...
«Certo, ma funzionano con poche decine di persone, c’è poca flessibilità e difficoltà nella raccolta fisica dei prodotti. Campo Digitale, con la digitalizzazione, unisce l’importante esperienza del Gas all’e-commerce. Il concetto è: insieme. Sviluppando dei gruppi di acquisto virtuale, a km zero: fissiamo delle soglie iniziali per prodotto e processiamo in maniera automatica gli ordini di utenti nella stessa area geografica».

Quando partirete?
«Da lunedì prossimo sarà attivo il sito online di Campo Digitale, e sarà possibile registrarsi per essere avvisati quando partirà il servizio nella città di residenza. I primi che si registreranno avranno degli sconti... Si parte con trenta aziende agricole del Veneto, produttori di qualità, di farina, pasta, olio, frutta e verdura, vino, birra, formaggio... La sede di raccolta sarà a Padova Ovest, operativa da metà giugno, per coprire l’area di Venezia, Treviso e Verona. Il secondo step sarà insediare un centro logistico anche in Trentino, in Vallagarina, speriamo entro la fine dell’estate».

E la distribuzione come sarà fatta?
«La chiave di innovazione del modello di business sono i gruppi di acquisto digitali, che possono associare amici e parenti per ottimizzare costi di consegna e impatti ambientali e ci consentiranno una gestione smart del magazzino, dove vengono assemblate le cassette con i prodotti, e della logistica. I produttori porteranno il prodotto ordinato al centro di raccolta. I pacchi saranno distribuiti da Milkman, il nostro partner locale per le consegne a domicilio. La Gdo, la grande distribuzione, sfrutta i nostri contadini, consuma la nostra terra. Dobbiamo portare sulla tavola delle persone cibo di qualità e genuino abbattendo i costi grazie ai gruppi di acquisto».

Chi vi supporta?
«Nel nostro team, età media 25 anni, ci sono service designer, esperti di marketing, data analysist, esperti di software e intelligenza artificiale. Ci siamo conosciuti on-line, durante l’emergenza Covid-19. Io ci lavoro 16 ore al giorno. Abbiamo il supporto di Stardust Academy e di un commercialista per costituire la società, la start-up». 

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