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Aumenta il prezzo della spesa

Il Trentino Alto Adige 

la regione più cara d'Italia

 

L'Istat ha reso noti i dati dell'inflazione nel mese di giugno

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L'Istat ha reso oggi i dati dell'inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l'Unione nazionale consumatori ha stilato l'ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita.

Secondo lo studio dell'associazione dei consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care, c'è Bolzano, seguita da Perugia e Napoli, tutte e tre con un'inflazione pari a +0,7%, poi Trento con un più 0,4%. In termini di rincari, però, al primo posto si conferma Bolzano che ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 223 euro.

Al secondo posto Perugia, dove il rialzo dei prezzi dello 0,7% determina un aggravio annuo di spesa pari a 167 euro, terza Napoli, dove la spesa supplementare, per una famiglia tipo, è pari a 153 euro.

In testa alla classifica delle regioni più costose, con un'inflazione a +0,5%, Trentino Alto Adige, Umbria e Campania.

In termini di maggior spesa, però, svetta il Trentino Alto Adige che registra, per una famiglia media, un rialzo pari a 135 euro su base annua.

L'Istat conferma nei dati definitivi che l'Italia è in deflazione anche a giugno. L'indice dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un calo dello 0,2% su base annua (come nel mese precedente) e un aumento dello 0,1% su base mensile. "La flessione dei prezzi al consumo su base annua, registrata per il secondo mese consecutivo, continua ad essere il prodotto di spinte contrapposte: quelle deflazionistiche provenienti dai prezzi dei Beni energetici e quelle al rialzo dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona", commenta l'Istat. 

I prezzi del cosiddetto carrello della spesa continuano a crescere a giugno, del 2,1%, in controtendenza rispetto all'inflazione, ma rallentano il ritmo dal 2,4% di maggio. Continua a correre, invece, la frutta fresca che vede un incremento dell'11,5% dopo il +7,9% del mese precedente. 

I prezzi dei beni alimentari in generale segnano +2,3%, in lieve rallentamento da +2,5% di maggio. Mentre i prodotti ad alta frequenza d'acquisto (che includono anche i carburanti) tornano a crescere, da una variazione nulla a +0,1%. 

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