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Trento rinuncia al mercato

Mezzolombardo e Rovereto no

Dopo la "correzione" dell'ordinanza, Comuni in ordine sparso

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Se a Trento il sindaco Ianeselli sospende il mercato settimanale, ci sono Comuni trentini dove si va avanti, e altri - come Rovereto - dove lo si era sospeso e adesso ritorna.

Insomma, un Trentino a tre velocità sul commercio ambulante.

ROVERETO - La sospensione per una settimana è stata dolorosa ma indispensabile, tant’è che dal prossimo martedì i 151 commercianti ambulanti torneranno ad animare il centro storico.
Rovereto ha provato a resistere fino all’ultimo. POoi ha chiuso. «Non è stata una forzatura - assicura l’assessore al commercio Beppe Bertolini - ma era davvero impensabile rispettare le norme del nuovo Dpcm varato domenica sera. Noi, come Comune, siamo per far lavorare tutti gli ambulanti ma rispettare le regole è dura. È vero che siamo stati i primi ad attrezzarci con gli accessi in sicurezza e il mantenimento del distanziamento sociale ma adesso si devono garantire entrata ed uscita separate. Stiamo facendo i salti mortali ma per martedì prossimo ce la faremo a ripartire».

Per riaprire si è deciso di spacchettare il mercato in modo da creare, in centro storico, tanti microspazi autonomi con accessi differenziati in grado di evitare tappi. «La nostra volontà è riprendere l’attività del commercio ambulante perché dà lavoro a tantissime aziende e famiglie. Martedì prossimo dovremmo riuscire a riaprire il mercato in totale sicurezza». Si è lavorato studiando anche altre soluzioni come lo spostamento del mercato del martedì in corso Bettini. «Non si farà - assicura l’assessore - perché abbiamo trovato le soluzioni per mantenere il mercato in centro storico. Ci sarà più distanza e accessi diversi ma le bancarelle non resteranno a casa».

MEZZOLOMBARDO - I mercati di Mezzolombardo non si fermano. Cambiano, si adattano alle ordinanze governative e provinciali, prendono dei provvedimenti, ma restano aperti.
I mercati periodici di corso Mazzini e di piazza Cassa di Risparmio rimarranno aperti, a partire da domani con l’appuntamento tradizionale della mattina in corso Mazzini. Proseguendo poi mercoledì prossimo con l’appuntamento in piazza Cassa di Risparmio. Aree queste che, come previsto dalle direttive, dovranno ora essere chiuse e recintate, oltre che mettere in atto alle singole bancarelle delle azioni per evitare assembramenti.
Per permettere agli esercenti di posizionare le proprie bancarelle nei giorni scorsi l’amministrazione comunale guidata da Christian Girardi ha preso provvedimenti. A partire da domani, infatti, in corso Mazzini le transenne di accesso saranno posizionate a nord all’incrocio con corso del Popolo mentre a sud con piazza Cassa di Risparmio. L’intera area sarà quindi delimitata a ovest all’altezza dell’intersezione con via Dante ma l’accesso sarà consentito solamente da piazza Cassa di Risparmio. Le persone potranno accedere al mercato solamente da quel punto, percorrere poi la via principale del centro storico di Mezzolombardo ed uscire dall’area mercatale solamente all’altezza dell’incrocio con corso del Popolo. Di fatto, invece, il mercoledì l’area del mercato ben delimitata e chiusa come previsto dalle normative è già creata di suo, visto che le bancarelle trovano spazio solamente al posto di tre posteggi per automobili in piazza Cassa di Risparmio. L’ingresso per potersi servire a queste tre bancarelle, per intenderci, sarà possibile provenendo dal lato di via De Varda per uscire poi dalla parte opposta della piazza. Il Comune si occuperà di allestire tutta la cartellonistica del caso, la polizia locale farà dei controlli per evitare assembramenti e violazioni ma toccherà ad ogni esercente evitare che davanti alla propria merce si crei un assembramento. Oltre che alla sensibilità della gente non accalcarsi in troppe persone in spazi ristretti. Viste le ultime ordinanze prima governative e poi provinciali, anche i negozi devono ora adattarsi a nuovi cambiamenti. Perché dai 150 metri quadrati in su, esclusi generi alimentari, farmacie, parrucchieri, estetisti, tabaccherie ed edicole, nei giorni di sabato e nei giorni che precedono una qualsiasi festività dovranno rimanere chiusi. Nella giornata di domenica, invece, sono chiusi anche i negozi di generi alimentari. Rimangono sempre esclusi farmacie, parafarmacie, parrucchieri ed estetici, tabaccherie ed edicole. Bar e ristoranti dovranno osservare, nel fine settimana, le attuali restrizioni orarie delle ore 15 per il solo servizio al tavolo e delle ore 18 per la chiusura.

L'ORDINANZA PER I MERCATI DEL 14 NOVEMBRE


 

 

 

LE ULTERIORI NORME A CHIARIMENTO EMNANATE IL 19 NOVEMBRE


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