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Porfido trentino: "Il marchio di qualità è la via da percorrere", anche contro le infiltrazioni mafiose

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Cave di porfido: crisi e dubbi sul futuro

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«L’istituzione del “Marchio Qualità Pietre Trentine” è fondamentale per risolvere tutta una serie di problemi di cui il nostro comparto soffre da tempo». Lo afferma in una nota Massimiliano Chemolli, presidente della categoria porfido dell’Associazione Artigiani, che rappresenta 59 ditte che si occupano della trasformazione del porfido e 87 posatori di porfido.

«La politica provinciale deve continuare su questa strada creando quindi un marchio serio, con regole precise e che faccia della meritocrazia il pilastro fondamentale su cui poggiarsi. Le aziende del comparto che lavorano in maniera ineccepibile, alla luce del sole, nella legalità più completa sono tante e queste realtà devono essere assolutamente premiate a discapito di altre che invece cercano facili scorciatoie».

Chemolli approfondisce poi il tema del 20 per cento: «Per legge ogni cava può dare in lavorazione ad esterni non più del 20 per cento del proprio prodotto, ritengo che i soggetti più meritevoli e che rispettano tutti i regolamenti previsti dal Marchio dovrebbero aver accesso, senza limitazioni, ai quantitativi di materiale necessario per svolgere al meglio la loro attività. Per tutti gli altri la soglia dovrebbe invece rimanere quella prevista dalla legge. Credetemi anche questo sarebbe un passaggio importante verso la trasparenza più totale», sostiene ancora Chemolli.

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