Il Pd Trentino alla resa dei conti, quasi certa la sfiducia alla Robol

La resa dei conti nel Partito Democratico trentino è confermata per questa sera alle 20,15 alla Sala Rosa della Regione, nonostante la segretaria Giulia Robol sia a letto con la febbre alta e difficilmente possa essere presente. Dopo un giorno di convulse consultazioni, infatti, la presidente dell'assemblea del Pd Lucia Fronza Crepaz ha deciso di confermare l'appuntamento «perché in questa situazione incendiaria è giusto che le persone possano venire e parlare». Ma in assemblea si farà qualcosa di più che discutere: sarà presentata, in particolare dagli ex alleati di Robol guidati da Vanni Scalfi , una mozione di sfiducia contro la segretaria. Che, se come è probabile passerà, manderà diritto il Pd trentino al congresso.
Lo statuto del partito in questo è chiaro. Se il segretario/segretaria si dimettono durante il mandato, l'assemblea provinciale elegge tra i suoi componenti un nuovo segretario per la parte restante del mandato, sia pur con la maggioranza qualificata dei due terzi. Se invece «su mozione motivata, approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti» l'assemblea sfiducia il segretario, «si procede a nuove elezioni per l'assemblea provinciale e il segretario». Insomma l'assemblea decade e si va al congresso.
Questo sembrerebbe allo stato attuale il caso più probabile.

GIULIA ROBOL SFIDUCIATA

Giulia Robol si è scavata la fossa da sola. Seduta su una sedia già traballante, avendo perso la maggioranza che la sosteneva con l'addio di Vanni Scalfi, che ieri ha formalizzato le dimissioni da responsabile circoli ed enti locali, e il distacco di molti di coloro che l'avevano sostenuta alle primarie, come Alessio Manica e l'area pinteriana di Rovereto, la segretaria provinciale del Pd ha avuto l'improvvida idea di annunciare di volersi candidare a sindaco di Rovereto ritenendo il nome di Andrea Miorandi troppo debole per contrastare la candidatura di Francesco Valduga.
La conseguenza è stata che Robol è riuscita a crearsi il vuoto intorno. E anche chi era in dubbio ora è pronto a chiederle le dimissioni o a sfiduciarla nell'assemblea provinciale del Pd, che era già convocata per domani sera proprio per discutere della crisi della segreteria, dopo le ripetute contestazioni venute dall'interno del gruppo provinciale e le dichiarazioni del vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi, dei giorni scorsi secondo il quale piuttosto che rimanere con una segretaria dimezzata sarebbe stato meglio andare a congresso al più presto.
Mentre il circolo di Rovereto addirittura la vorrebbe cacciare dal partito, Vanni Scalfi , che si era candidato alle primarie l'anno scorso arrivando terzo e aveva stretto un patto con Giulia Robol, garantendole la maggioranza nell'assemblea del partito, ieri le ha inviato una durissima lettera di dimissioni nella quale parla di «impossibilità a proseguire nella collaborazione a fronte di una totale mancanza di condivisione del percorso politico da te intrapreso» e concludendo con un invito a fare altrettanto: «Spero che saprai trarre le debite conseguenze e prendere atto che non hai più una maggioranza che ti sostiene».
Oltre alla componente di Scalfi, per altro, Giulia Robol ha perso pezzi anche tra gli eletti in assemblea con la sua mozione, come il capogruppo provinciale Alessio Manica . Ieri, riguardo all'autocandidatura a sindaco di Robol e al suo futuro come segretaria Manica ha dichiarato: «La sua è una uscita solitaria senza nessun appoggio nel Pd. Ora, l'unica cosa certa è che dall'assemblea di lunedì (domani, Ndr.) non può di certo uscire ancora segretaria».
Ma Giulia Robol non ci sta a presentarsi dimissionaria e dice: «Io non capisco perché Scalfi si dimette. Ho fatto un ragionamento politico sulla debolezza della situazione roveretana. Se si perde a Rovereto dovrà dimettersi comunque come dovrò dimettermi io. Lo statuto stabilisce che la sfiducia va motivata politicamente. Qual è la responsabilità eclatante che viene attribuita alla mia segreteria? Perché ho difeso Olivi? Se per questo ho sempre difeso anche Donata Borgonovo Re e anche Ferrari. Ho sempre difeso il partito e chi lo rappresenta nelle istituzioni. Comunque vedremo in assemblea».
«Per quanto riguarda la mia proposta di candidatura su Rovereto - spiega Robol - io ho solo posto una disponibilità per riunire forze e superare le divisioni del centrosinistra roveretano. Possono esserci anche altre soluzioni, ma non andare avanti così con parte del centrosinistra che sostiene Valduga come nel 2005. Ho cercato di farmene carico prima piuttosto che dopo se perdiamo la città di Rovereto».

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