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La Tangenziale di Trento

è la strada più pericolosa:

ecco il report dell'Aci

Indice di incidenti per chilometro: la val di Non è seconda

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La tangenziale di Trento (che fa parte della Statale del Brennero) è di gran lunga la strada più pericolosa del Trentino. Lo dice l'ultimi report elaborato dall'ACI a livello nazionale, con un approfondimento a livello regionale (Trentino - Alto Adige). Dal quale si ricava che la «bestia nera» degli automobilisti trentini è proprio l'anello intorno alla città (in particolare la diramazione nord verso il casello autostradale, e la parte centrale da Piedicastello a Campotrentino), ma anche la Piedicastello-Ravina e il tratto del Bus de Vela: in totale la tangenziale nel 2018 ha visto la bellezza di 242 incidenti. A seguire la Valle di Non e Sole, che sommando i vari tratti (compresa la Mostizzolo-Tonale e la terza sponda) assomma a 126 incidenti (più dell'autostrada del Brennero nel tratto trentino, che registra 113 sinistri).  

A sorpresa, la Statale della Valsugana - con 55 incidenti - non è la "peggior strada". Male invece (da "maglia nera") il tratto Villa Lagarina-Rovereto, con l'accesso da nord alla città della Quercia che è ben sopra la media come segmento stradale.

Il numero di incidenti e il tratto in esame forniscono anche un "indice di pericolosità" espresso in una media di incidenti a chilometro (si chiama tecnicamente "densità di incidenti"). Qui la peggiore è la Statale 43 della Val di Non con un indice di 1,57. Seguita dalla Gardesana Occidentale (1,50) e poi dalla tangenziale di Trento (indice 1,23), Si piazza bene - in perfetta media provinciale - la A22 con un indice di 0,61.

In generale, in provincia di Trento, aumentano gli incidenti rispetto al 2017, così come aumentano i morti sulla strada. In calo invece il numero dei feriti, come spiega bene la tabella qui sotto.

Molti i dati contenuti nel report. Ad esempio sul mezzo coinvolto: in maggioranza autovetture, poi autocarri e camion; ma al terzo posto ci sono le biciclette, con oltre il 6 per cento del totale.

Ecco l'elenco delle prime 25 strade trentine:

Molti altri i dati compresi nel rapporto ACI:

E in Italia? 76 incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane.

Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, lo studio, realizzato dall’ACI, che analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese.

In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci - autocarro (anche leggero), autotreno o autoarticolato -sono coinvolti nel 31% degli incidenti.
Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche.
Giugno e Luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale).
Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno).

Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.
Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza - 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km.

Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).

TRATTE CON MAGGIORE DENSITA’ DI INCIDENTI
- Catania A 18 dir - Diramazione di Catania 3,7 35 9,5
- Milano A 50 - Tangenziale Ovest Milano 31,5 285 9,0
- Milano A 51 - Tangenziale Est Milano 17,7 181 10,2
- Milano Raccordo A/4-Viale Certosa 0,5 8 16,0
- Monza e della Brianza A 52 - Tangenziale Nord Milano 2,9 30 10,3
- Reggio Calabria Raccordo Autostradale di Reggio Calabria 5,5 69 12,5
- Roma A 24 - Penetrazione urbana (GRA-Portonaccio) 7,3 94 12,9
- Roma A 90 - Grande Raccordo Anulare di Roma 68,2 667 9,8

GLI UTENTI VULNERABILI
Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e “dueruotisti” il 34,8%.

DUE RUOTE I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali.
L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto.

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina.

PEDONI

Tra le strade con un numero particolarmente elevato di investimenti: Aurelia, Adriatica, Casilina.

CHI MIGLIORA

Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d’Orta, SS 513 di Val d’Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).

Lo studio dell’ACI, consultabile sul portale www.lis.aci.it, comprende due sezioni distinte, una relativa ai dati generali di incidentalità e l’altra specifica sulla localizzazione degli incidenti stradali avvenuti sulla rete viaria principale.

 

 

 

 

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