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Sono arrivati freddo e neve

ora tre notti di possibili gelate;

il lockdown migliora un po' l'aria 

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La perturbazione che doveva portare neve fino a bassa quota, ieri, si è dimostrata durante il giorno più debole del previsto. Come ha commentato l’appassionato metereologo Giampaolo Rizzonelli di MeteoTriveneto.it «peggioramento inferiore alle aspettative, accumuli maggiori nella parte nord occidentale della provincia, calo termico per ora solo parziale». Ma la musica è cambiata ieri sera, con il fronte freddo più deciso, e precipitazioni importanti in quota, che sono terminate all'alba di oggi.

Il nostro collaboratore Giacomo Poletti, invece, porta qualche elemento di previsione. «Lunedì abbiamo avuto piogge intermittenti, in serata più continue e diffuse con neve in calo a 700 m in tarda serata». Le previsioni? «asciutto tutta la prossima settimana; occhio a mercoledì, giovedì e venerdì, con gelate fino in fondovalle su valori simili alla settimana scorsa; poi prospettive di temperature calde attorno a Pasqua, da confermare».

Il dettaglio per le prossime ore: da ieri sera si è verificata l’entrata dell’aria fredda con un calo netto della quota neve ma solo fino a stamattina. Oltre i 1100 metri di quota, prevedibili 20/30 cm di neve».

Una curiosità - infine - Poletti la porta sulla qualità dell’aria dopo 20 giorni di blocco. «Come si vede dai dati della Provincia Autonoma, a Trento polveri sottili e biossido di azoto hanno andamenti abbastanza slegati.

Le polveri (particolato) in Provincia sono generate per la maggior parte dal riscaldamento civile (81% medio annuo secondo il Piano aria PAT 2018) e soprattutto la loro dispersione è correlata alla situazione meteorologica. Come si vede, nonostante il lockdown i valori a Trento hanno un andamento altalenante, dipendente ad esempio dalle inversioni termiche. Peraltro si può presumere comunque anche una aumentata incidenza dei riscaldamenti domestici, ancora utilizzati visto il periodo, oltre ad altri fattori (polveri secondarie, trasporto su scale regionali).

Il biossido di azoto è invece prodotto per la maggior parte dal traffico (58% medio annuo sempre secondo il Piano aria PAT 2018) e, visto il blocco, il calo è evidente ed era prevedibile. Le mappe pubblicate da molti media sul calo dell’inquinamento in Cina o nel Nord Italia sono relative proprio a questo parametro.

Va comunque ricordato che il passaggio dall’inverno alla primavera porta a condizioni più favorevoli alla dispersione degli inquinanti (stratificazione dell’aria mediamente più instabile, con maggior rimescolamento verticale) quindi trarre conclusioni sulla base di due grafici può essere improprio».

I GRAFICI: QUALITA' DELL'ARIA IN PROVINCIA


 

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