Riapertura degli asili nido Cgil, Cisl e Uil all'attacco: «Prima di tutto la sicurezza»

Riapertura degli asili nido? I sindacati Cgil, Cisl e Uil compatti riibattono al mittente: senza sicurezza, non ci siamo fughe in avanti.

Lo afferma un comuinicato congiunto: «Da più parti, anche attraverso i mezzi di informazione locale, si leggono quotidiane prese di posizione su un' ipotetica riapertura dei servizi per la prima infanzia; questo avviene mentre a livello nazionale non c’è la benché minima idea di un protocollo o di linee guida sanitarie alle quali fare riferimento. Per questo Patrizia Emanuelli (Fp Cgil), Andrea Bassetti (Uil Fpl) e Maurizio Speziali (Cisl Fp) invitano a coinvolgere i professionisti del settore in un ragionamento che consenta di progettare la riapertura in sicurezza. «Pur consapevoli della necessità di dare risposte adeguate alle famiglie, non dobbiamo dimenticarci di dare risposte adeguate anche ai bambini. Abbiamo approfondito molto la questione con un gran numero di educatrici e invitiamo chi non conosce realmente il settore e i suoi problemi a smettere di intervenire formulando ipotesi fantasiose e forse rispondenti più che altro a esigenze elettorali. Se si vuole pianificare la riapertura, servirà al contrario trovare un momento di confronto che unisca tecnici e politici da un lato, sindacati e soprattutto le lavoratrici e i lavoratori dall’altro».

Nel crescere di interventi poco pertinenti – denunciano i sindacati – molti soggetti parlano di “servizio educativo 0/6”. Ma asilo nido e scuola materna sono due entità ben distinte e scollegate dal punto di vista gestionale, normativo ed educativo. Da anni si discute di progetto 0/6, ma al momento è ancora un progetto e un’emergenza sanitaria in atto non è il contesto ideale per sperimentarlo nella realtà.

Il nido non è più solo luogo di pura assistenza: è invece luogo educativo di eccellenza, riconosciuto come tale dall'utenza e dagli stessi amministratori. Questo lavoro per molti rimane sconosciuto, anche per molti di coloro che reputano di avere una valida opinione da divulgare a mezzo stampa. Nessuno vuole fare polemica, ma la professionalità del personale va capita e rispettata».

 

 

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