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La 'ndrangheta in regione:

«Situazione delicata, qui

c'è stata poca attenzione»

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«Per la prima volta, giuridicamente, si dimostra la presenza radicata sul territorio della ‘ndrangheta. In Italia non ci sono territori immuni».

Questo il commento di Francesco Messina, dirigente centrale anticrimine della Polizia di Stato, intervenuto stamane a Trento insieme al dirigente dello Sco (Servizio centrale operativo), Fausto Lamparelli, per illustrare i dettagli dell’operazione Freeland, che ha sgominato una ‘ndrina impiantatasi a Bolzano e attiva in tutta la regione.

«Io credo che la situazione qui sia delicata, anche perché c’è stata poca sensibilità e attenzione, anche alla luce di quanto appreso nel corso delle indagini - ha proseguito Messina - ma adesso siamo nelle condizioni di dare dei segnali. Attraversiamo comunque un momento particolare perché c’è una grandissima crisi di liquidità e c’è una grandissima effervescenza in certi contesti».

«Si è trattato di un’attività investigativa estremamente raffinata», ha aggiunto il Procuratore capo di Trento, Sandro Raimondi, che riferendosi alle attività del gruppo legate al traffico di droga, ha spiegato come, per il prezzo al quale veniva acquistata la cocaina, «sono ipotizzabili contatti diretti con i principali cartelli colombiani».


FUGATTI RINGRAZIA LA POLIZIA - “Rivolgo il ringraziamento della comunità trentina, e della Giunta provinciale, alla Polizia di Stato e alla magistratura di Trento, per la brillante operazione che ha assestato un duro colpo ad un’organizzazione nei confronti della quale le indagini hanno portato gli inquirenti ad ipotizzare reati che, se confermati, sarebbero estremamente gravi. Anche in questi mesi di sospensione della vita ordinaria, a causa del Coronavirus, gli uomini e le donne delle istituzioni dello Stato hanno continuato a lavorare con capacità e costanza per contrastare il ramificarsi sul territorio del crimine organizzato. A loro va la nostra gratitudine e la rinnovata promessa di vicinanza e massima collaborazione, nella consapevolezza che quella che si sta affrontando è una guerra che per essere vinta richiede lo sforzo congiunto delle istituzioni, anche locali, delle forze sociali, del mondo imprenditoriale e di tutti i cittadini che credono nella legalità. La brillante operazione realizzata certifica inoltre che anche il nostro territorio regionale non è al sicuro dalla possibilità di radicamento del crimine organizzato. Per questo dobbiamo tenere alta la guardia e continuare a investire nella cultura del rispetto delle regole”: questo il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti alla notizia dell’operazione di polizia realizzata in regione nelle ultime ore.

 

MIRKO BISESTI  - «Il nostro plauso alle Forze dell’Ordine che in queste ore hanno condotto una importante operazione volta a combattere l’Andrangheta in Trentino - Alto Adige. Operazioni come queste sono un monito affinché tali fenomeni - presenti anche nel nord Italia - non vengano sottovalutati da nessuno. Ancora una volta ribadiamo la necessità di combattere con qualsiasi mezzo questi fenomeni». Questo quanto dichiarato in una nota dal Segretario della Lega Salvini Trentino, Mirko Bisesti. Che però cade sull'ortografia, e scrive sbagliato 'ndrangheta (l'Andrangheta, testuale). E pensare che è l'assessore all'istruzione ed alla conoscenza.


CGIL, CISL E UIL: MASSIMA ATTENZIONE - ‘Ndrangheta in regione, serve massima attenzione. Cgil Cisl Uil: non siamo immuni dal contagio malavitoso e il rischio di diffusione di questi fenomeni cresce quando si attraversano periodi di crisi come quello attuale.

“Suscita grande preoccupazione il quadro che emerge dalle indagini della Procura di Trento che dimostra in maniera netta il radicamento anche sul nostro territorio degli interessi illeciti delle cosche della ‘ndrangheta. Purtroppo l’indagine portata a termine questa mattina dimostra che gli allarmi sui rischi di infiltrazioni anche nel tessuto economico locale stanno lasciando il posto ai fatti. Serve ogni sforzo possibile per circoscrivere queste situazioni e sdradicarle”.

Lo dicono i tre segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti. “Il diffondersi di interessi della malavita organizzata è ancora più probabile in momenti di grande difficoltà economica, come quello che stiamo vivendo – insistono i tre segretari -. Le organizzazioni criminali trovano infatti nella difficoltà di imprese e lavoratori terreno fertile dove fare attecchire i loro affari illegali. Per questa ragione, come abbiamo avuto modo di ribadire in recenti incontri con il prefetto Sandro Lombardi e il colonnello della Guardia di Finanza Mario Palumbo, serve massima allerta e grande attenzione, da parte di tutti”.
I tre segretari dunque esprimono un ringraziamento per il lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Trento e dalla Squadra Mobile di Trento con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.


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