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Aggredito dall'orsa Daniza,

niente risarcimento: Maturi

va in Cassazione per i danni

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A quasi sei anni dal suo incontro ravvicinato con l’orso che gli è costato cinquanta punti di sutura al ginocchio, un buco provocato da un’unghiata sulla schiena e una fasciatura alla mano destra oltre che un graffio evidente sulla coscia, Daniele Maturi, 44enne di Pinzolo, ancora non ha ottenuto dalla Provincia il risarcimento da lui richiesto per i danni riportati. Per questo ha presentato un ricorso in Cassazione al quale la Provincia ha deciso di resistere in giudizio. Questo perché l’ente non ritiene di avere alcuna responsabilità.

La causa venne avviata nel 2017 e in primo grado i giudice dietero ragione a Maturi offrendogli però una cifra molto più bassa di quella richiesta: 20 mila euro. Venne depositato il ricorso in appello che ribaltò la sentenza. Niente responsabilità della Provincia in quanto la legge - secondo i giudici - prevede l’indennizzo dei danni provocati dagli orsi su animali o cose, ma non delle lesioni subite da chi viene aggredito nel bosco. Ora la parola passa alla Suprema Corte. Una decisione attesa in quanto segnerà la strada per eventuali altre richieste risarcitorie. Purtroppo i casi di aggressione non sono più così rari e dunque è importante capire se in queste situazioni vi è una responsabilità in campo a chi gli orsi li dovrebbe gestire e monitorare o se invece le responsabilità ricadono sui soggetti che frequentano i boschi che dovrebbero quindi accettare anche il rischio di incontri con il plantigrado.

Ad aggredire Maturi, nel ferragosto del 2014 nei boschi della Val Rendena, era stata Daniza, l’orsa arrivata in Trentino nel 2000 nell’ambito del progetto di ripopolamento dell’area e poi morta durante la cattura a causa dell’anestesia. L’uomo era uscito al mattino presto per andare nel bosco e si era imbattuto nell’animale e nei suoi due cuccioli.

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