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Seconda fuga dell'orso M49

il dirigente Masé si assolve

ma Fugatti pensa a un repulisti

Voci di sabotaggio, ma il Forestale frena:

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Alessio Coser @ladige

Tempo di lettura: 
1 minuto 16 secondi

«La parte attuativa di quanto decide la Giunta provinciale attiene alla struttura tecnica, e in questo senso la mia è un’assunzione di responsabilità rispetto ai fatti. D’altro canto, abbiamo la consapevolezza di aver agito in scienza e coscienza». Queste le parole del dirigente del dipartimento Territorio, ambiente e foreste della Provincia di Trento, Romano Masè, intervenuto in conferenza stampa per illustrare il lavoro del corpo forestale in queste ore dopo la fuga dell’orso M49 e spiegare quanto fatto in questi mesi.

«La struttura ha lavorato sei mesi per perfezionare protocolli veterinari di accompagnamento per l’animale e potenziare la parte tecnica della struttura del Casteller. Con Ispra siamo in costante contatto e una delegazione del ministero è stata in visita alla struttura non più di 20 giorni fa. In giro per il mondo - ha aggiunto - esperienze particolari di captivazione di orsi che vengono dalla vita selvatica si contano sulle dita di una mano: per noi è stato per certi versi un progetto pilota di progressivo adeguamento della struttura».

Anche il dirigente Masè ha confermato che sembrerebbe improbabile un’opera di sabotaggio, «ma in queste ore si stanno comunque svolgendo accertamenti per escludere qualsiasi opzione di questo tipo».

Su eventuali responsabilità in capo ai tecnici il presidente della Provincia di Trento, il presidente Maurizio Fugatti ha rinnovato la fiducia ma ha anche precisato che, sulla scorta degli esiti degli accertamenti in corso, saranno poi fatte eventuali valutazioni. E a microfoni spenti il presidente ha fatto chiaramente capire che nella Forestale del Trentino, si cambierà musica.

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