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L'allarme: poco personale

in corsia al Santa Chiara

«Mia madre, ricoverata, aiuta la vicina»

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«Da alcuni giorni mia mamma è ricoverata in ospedale. Ha un problema di salute e le stanno facendo degli accertamenti. Il problema è che in stanza con una persona che sta male, è praticamente immobilizzata a letto, non riesce nemmeno a schiacciare il pulsante per chiamare le infermiere. Nessuno, causa Covid, le può però prestare assistenza e così deve aiutarla mia mamma. Vi sembra normale?».

Lo sfogo arriva da una figlia di una donna ricoverata in questi giorni al S. Chiara. La donna è nel reparto di reumatologia ma quanto raccontato dalla signora non riguarda il singolo reparto ma tutte le strutture che ospitano pazienti più o meno invalidi. Covid ha imposto regole rigide: niente visite e niente assistenza ai parenti ricoverati. Di contro il personale è rimasto lo stesso. Infermieri e Oss fanno quello che possono, ma non i miracoli. Quanto l'aiuto fornito dai parenti o da personale pagato ad hoc durante le notti o per la somministrazione dei pasti in passato fosse importante lo si è capito in questi mesi. «Il problema è che io ho sempre assistito mia mamma durante i ricoveri ma adesso non possono entrare nemmeno per portare un cambio. Metto tutto in un sacchetto e lo consegno al personale. Se noi parenti non possiamo fare niente, però, avrebbero dovuto provvedere ad aumentare il personale. La scorsa notte mia mamma è stata sveglia per aiutare la sua vicina di letto che ha problemi seri. Io non credo che a un paziente ricoverato possa spettare questo compito. Lei sta male, non può prestare assistenza agli altri. La cosa assurda è che le infermiere si sono scusate spiegando l'enorme carico di lavoro che hanno in questo periodo. Chi si dovrebbe scusare è qualcuno altro, chi non ha previsto che lasciare fuori i parenti dalle strutture aveva un costo in termini di assistenza».

Problemi vengono denunciati anche dal sindacato Fenalt . «Avevamo già segnalato la carenza di personale nel reparto di medicina di Trento - spiega Paolo Panebianco - e i nodi sono arrivati al pettine. Nel prossimo fine settimana, anziché sei Oss a tempo pieno più un part-time saranno in servizio solo 4 persone. È evidente che il servizio offerto non può essere quello necessario, soprattutto in un reparto che, anche alla luce dell'aumento dei casi Covid, si trova in prima linea nella gestione di questa emergenza».

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