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Trento, truffa dell'incidente

Via soldi e gioielli, anziana

vittima del falso avvocato

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«Sua figlia ha provocato un incidente, adesso è in caserma e servono dei soldi per pagare la cauzione».
La frase che si è sentita rivolgere una donna ultra ottantenne da un sedicente avvocato è più o meno questa. Non serve molta immaginazione per comprendere l'ansia e la preoccupazione generati nell'anziana di fronte ad una notizia simile. E così, quando l'avvocato si è presentato a casa sua chiedendo il denaro necessario, la donna ha consegnato qualche migliaio di euro e pure gioielli.

I truffatori sono tornati a colpire nei giorni scorsi in città. Il copione utilizzato per fare cadere le ignare vittime nella trappola è sempre lo stesso: la notizia di un incidente (falso) successo ad un familiare dell'anziano, la prospettazione di un problema serio con la giustizia e la necessità di pagare per riuscire a fare tornare a casa il proprio caro.

Il primo personaggio ad entrare in scena, anche in questo caso, è stato l'avvocato. La donna truffata è stata contattata telefonicamente da un uomo che, presentandosi appunto come legale, le faceva presente che sua figlia - la donna in effetti ne ha una - aveva avuto un incidente ed era stata fermata dai carabinieri. L'uomo, però, faceva presente che la situazione si poteva risolvere e che la figlia avrebbe potuto tornare a casa.

Ma per "salvarla" dai guai in cui si era messa era necessario pagare una cauzione. Nel sistema giudiziario italiano, in realtà,la cauzione non esiste, ma in quei momenti di forte preoccupazione e di ansia - e proprio su questo fanno leva i truffatori - l'anziana non ci pensa. L'unica cosa che le sta a cuore è aiutare la figlia.

Per rendere il racconto ancora più credibile il sedicente avvocato passa alla signora anche un altro interlocutore, un - falso ovviamente - maresciallo dei carabinieri, che conferma quanto riferito dal legale e anche la necessità di pagare una cauzione per consentire alla figlia di tornare a casa.

L'anziana, spinta dall'amore e spaventata per quanto successo, non esita a mettere mano al portafoglio. La cifra richiesta è consistente e così l'anziana mette insieme del denaro in contante - qualche migliaio di euro - e non esita a mettere a disposizione anche dei gioielli.
A quel punto a casa della signora si presenta il sedicente avvocato, che passa all'incasso, assicurando che in quel modo avrebbe potuto pagare il necessario per aiutare la figlia. Denaro che, ovviamente, finisce dritto nelle tasche dei truffatori.
Solo quando l'anziana vede la figlia e le racconta cosa è successo viene scoperto il raggiro. A quel punto non resta che sporgere denuncia alle forze dell'ordine. Purtroppo, come detto, non è la prima volta che utilizzando questo canovaccio i malviventi riescono a truffare persone anziane, facendo leva su ciò che hanno di più caro. In alcuni casi, in passato, nel giro di pochi giorni gli stessi soggetti sono riusciti a mettere a segno vari raggiri.

L'appello delle forze dell'ordine è di non consegnare mai denaro e, nel dubbio, chiamare sempre il numero 112, usando magari il telefono cellulare.

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