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Tutti i musei d'Italia chiusi ma Sgarbi non ci sta e vuole il Mart aperto: "Vediamo chi viene a chiuderlo"

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Il «Seppellimento di Santa Lucia» del Caravaggio non potrà più essere ammirato dai visitatori del Mart: secondo l’ultimo Dcpm del Governo per limitare l’epidemia di Covid e in conformità con quanto indicato dalla Provincia autonoma di Trento, da oggi e fino al prossimo 3 dicembre le sedi del Mart saranno chiuse al pubblico. Ma il presidente Vittorio Sgarbi non ci sta e dopo aver pubblicamente dichiarato che «nessuno si è mai ammalato guardando Caravaggio, Raffaello o Ligabue», ancora due giorni fa aveva detto in Parlamento: «Non ci penso proprio a chiudere i musei. Vediamo chi viene a chiuderli».

Per il presidente del Mart «Questo in ottemperanza alla legge dichiarata “conquista di civiltà” dal ministro Franceschini, il Dgls16 settembre 2015 convertito in legge il 5 novembre 2015, in base alla quale la garanzia delle prestazioni in servizi essenziali come sanità e trasporti si estende a musei, monumenti, istituti e luoghi rilevanti del patrimonio culturale, storico e artistico nazionale. Come sono, appunto, i musei».

La dichiarazione era riferita in particolare agli istituti culturali di Sutri, la cittadina laziale di cui Sgarbi è sindaco, ma il critico d’arte aveva allargato il discorso al Mart, che fino al 14 febbraio ospita la mostra «Caravaggio. Il contemporaneo», con la preziosissima tela in prestito fino ai primi di dicembre dalla Chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa.

Sgarbi è molto chiaro: «È assurdo e ridicolo che chiudano i musei e proprio ieri (martedì, ndr) ho chiesto formalmente al presidente Fugatti che faccia qualcosa per impedire questa situazione che, oltre che essere pazzesca, è anticostituzionale».

Ma Sgarbi, per difendere la sua presa di posizione si appella alla Costituzione: «Basta che la Provincia di Trento faccia come ho fatto io a Sutri, dove con un’ordinanza ho deciso di tenere aperti i musei, in ottemperanza al Decreto legge “Colosseo”, convertito in legge il 5 novembre del 2015, in attuazione dell’Articolo 9 della Costituzione per cui la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale sono attività che rientrano tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m, della Costituzione. Siamo di fronte ad un vero e proprio nodo giuridico: non possono chiudere i musei, faremo una protesta al Tar». «È criminale - riprende il presidente del Mart - chiudere i musei».

Quanto alla mostra su Caravaggio, si aprono ora nuovi scenari: «Abbiamo preso in prestito la tela da Siracusa, che la rivuole per la festa del 13 dicembre, ma ora che le feste sono abolite, la situazione va rivalutata».

L’appello di Sgarbi, per ora, non ha avuto effetto: ieri la Provincia ha fatto sapere di adeguarsi al Dcpm che prevede la «sospensione di mostre e servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura». Più precisamente il presidente della giunta provinciale ha ribadito che «in questo momento scuola e attività economiche sono al centro dell’attenzione». Quindi, «l’apertura del Mart è importante, ma se ne parlerà più avanti».
Nonostante la chiusura anticipata si può però affermare che la mostra sul Caravaggio resta un successo: dal giorno dell’apertura il 9 ottobre scorso, si sono registrati circa 12mila visitatori, con circa 850 accessi nei giorni in cui l’orario di chiusura era fissato alle ore 18 e ancora di più nei fine settimana quando l’orario era prolungato fino alle ore 21.
Dicono al Mart: «Per rispettare le esigenze sanitarie e garantire la massima affluenza in sicurezza, abbiamo deciso di ampliare l’orario, abbiamo fatto il possibile per andare incontro alle esigenze dei visitatori che si prenotavano on line. Gli accessi sono stati sempre contingentati e le misure di sicurezza rafforzate».

Provvedimenti che hanno permesso la convivenza estiva con il virus, ma che ora devono fare i conti con nuove preoccupanti emergenze sanitarie.

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