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Il pesante tributo

che il Covid richiede

al clero del Trentino

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La Chiesa trentina sta pagando un tributo pesante in termini di vittime del coronavirus. Sette i sacerdoti ospiti della casa del clero di Trento venuti a mancare nelle ultime tre settimane. Religiosi anziani, qualcuno già debilitato per altre malattie, ma il numero fa certamente impressione e l’attenzione nella struttura ora è molto alta. Medici e personale stanno cercando di arginare il contagio e curare i positivi ancora presenti nella struttura, ma la situazione permane critica. Prima dell’estate gli ospiti della casa del clero erano 35. Ora, tra i 28 rimasti, 6 stanno ancora lottando contro il virus. La maggior parte sono ultraottantenni oggi costretti a vivere nelle loro stanze singole con tutte le misure di sicurezza necessarie.

Per loro non c’è più possibilità di ricevere visite esterne e nemmeno di partecipare alla messa che per tutti era un appuntamento quotidiano fisso.

Covid 19 era entrato nella struttura di Corso Tre Novembre a metà ottobre.

La prima vittima era stata monsignor Aldo Menapace, 94 anni, spirato il 2 novembre. Originario di Tuenno, per tanti anni era stato parroco a Rovereto prima e a Trento e Pedersano poi, e dal 2007 era canonico nella cattedrale del Duomo. Dopo di lui Covid 19 si era portato via don Umberto Brentari, 86 anni, per tanti anni parroco a Caldonazzo e Fai della Paganella e da ultimo collaboratore pastorale a San Zeno. Poi analogo destino è toccato a don Fidenzo Luchi, 92 anni, originario di Romallo, parroco a Toss, Fai, Cagno e Rallo; a don Lionello Corradini, nato a Tuenno, classe 1931, parroco a Samoclevo, Cavedago, S. Apollinare a Trento, Cavareno, Don e Amblar e Pressano nonché collaboratore pastorale del decanato di Cles dove fino all’ultimo aveva continuato a collaborare; a don Bruno Zeni, 90 anni, parroco a Valda, Molina di Fiemme, Santa Massenza, Brusago e Montesover, Dambel e Valfloriana e Montalbiano. Per anni don Bruno fu poi assistente religioso presso l’ospedale di Cles e collaboratore pastorale a Molina di Fiemme.
L’ultima vittima è stata don Luigi Roat, 88 anni, originario di Caldonazzo.

Durante la prima fase dell’epidemia la chiesa trentina avevamo avuto due vittime legate al Covid, don Luigi Trottner, parroco di Campitello e don Salvatore Tonini, originario di Storo ma per anni impegnato nella diocesi di Bolzano.

In questa seconda ondata, oltre alle 7 vittime legate alla casa del clero, va registrato anche il decesso di don Corrado Corradini, sacerdote che era ricoverato all’ospedale di Cles. 89 anni, sorridente e sempre disponibile, negli ultimi 20 era stato parroco e collaboratore pastorale di Commezzadura.

«L’età media dei sacerdoti è piuttosto alta, i due terzi hanno più di 70 anni - spiega don Ferruccio Furlan, vicario del Clero - e questo rappresenta un fattore di rischio. Si cerca di sensibilizzare il clero anziano a stare attento, ma entrare in contatto con le persone fa parte del nostro servizio, del nostro mistero. In questo momento bisognerebbe essere vicini agli altri usando però le giuste protezioni ma non è facile far cambiare abitudini radicate».

Tra le vittime del Covid in trentino anche molti religiosi.
«Nella prima ondata - ricorda padre Giancarlo Girardi, verbita, delegato per la vita religioso e parroco di Tenno - c’erano state vittime soprattutto tra i padri cappuccini nella confraternita di Trento e in quella di Terzolas e in altre piccole comunità. Ora in questa seconda ondata il virus è entrato anche nei conventi di suore come a Telve dove mi risulta molte siano antintomatiche e a Rovereto, alle Dame Inglesi, dove invece la situazione è stata più grave. In totale i religiosi morti sono una quindicina fino ad oggi».

Tra le ultime vittime padre Giuseppe Delama, confessore di preti e vescovi, morto il 5 novembre all’ospedale di Rovereto dove era ricoverato da una settimana. Faceva parte della comunità dei bertoniani e per cinquant’anni era stato in Sudafrica.

In totale, la situazione del clero aggrava la già pesante opera del clero: sono 452 le parrocchie del Trentino, e in questo momento ci sono 7 parroci in isolamento per il Covid.

Da inizio gennaio sono stati 26 i decessi fra i sacerdoti e i frati degli Ordini religiosi.

Di oggi l'ultimo lutto: la scomparsa di don Luigi Pezzi, che fa salire ancora il conto.

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