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Trentino, altri 8 decessi da covid

Situazione stabile negli ospedali

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Purtroppo altri otto morti a causa del covid in Trentino, nelle ultime 24 ore. Sei dei decessi sono avvenuti in casa di riposo, due in ospedale.

Restano 44 i malati in terapia intensiva cui se ne aggiungono 406 negli altri reparti. Nel complesso i pazienti inn ospedale sono 450, nove meno di ieri.

I nuovi contagi rilevati con tampone molecolare (esclusi dunque i test rapidi) sono 156 su 2.026 analisi effettuate, l'incidenza dei positivi supera di poco il 7,5%.

«La situazione degli ospedali beneficia in questo momento in cui, per la prima volta, dopo tanti giorni, abbiamo solo, detto ovviamente tra virgolette perché si tratta di un reparto interno, 25 nuovi ricoveri. Ma ci sono anche 29 dimissioni e questo fa sì che il numero di ricoveri sia stabile, anzi in leggero calo. Si tratta comunque di un numero importante di ricoveri. Il sistema sta reggendo», ha detto il direttore generale dell’Apss, Pier Paolo Benetollo, nel corso della videoconferenza della task force provinciale.

«Chiaramente - ha aggiunto - più tempo passa è più diventa importante riaprire le cure anche per tutti gli altri malati, per cui non si tratta affatto di cantare vittoria e facciamo le solite rassicurazioni ai cittadini: è assolutamente importante, il più rapidamente possibile, ridurre il contagio per far ripartire gli ospedali per tutti gli altri malati».

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha riferito del confronto avuto questa mattina da Regioni e Province autonome con il governo, in vista del nuovo dpcm di giovedì: sul tavolo ancora parecchi nodi da sciogliere, come la questione piste da sci, anche se Roma ribadisce il fermo no a qualsiasi forma di apertura natalizia. Fugatti ha spiegato che il governo cerca ancora di trovare una convergenza fra i vari Paesi Ue implicati nella vicenda, per coincordare una linea comune. Una novità, inn tal senso, sembra arrivare dal'Austria, che ora parrebbe orientata a chiudere il turismo sugli sci nel periodo natalizio.

Il presidente trentino ha insistito sulla necessità che in caso di chiusura delel località turistiche si prevedano ristori adeguati per gli operatori e l'indotto e inoltre che sia fissata con anticipo congruo la data delle riaperture in gennaio.

Un altro punto controverso, sul quale vi sono pareri contrastanti anche nella maggioranza di governo, riguarda l'intenzione, fortemente sponsorizzata dal ministro della salute Speranza, di blindare i confini regionali vietando i viaggi non legati a motivi di lavoro o di necessità e urgenza, con una probabile deroga per i ricongiungimenti dei soli familiari stretti.

Anche qui, l'eventualità, auspicata dalle Regioni, che almeno fra aree con il medesimo rischio epidemico moderato (giallo) ci si possa muovere liberamente, garantirebbe un minimo giro di affari per una parte delle attività turistiche.

Si fa notare che a fronte di uno scenario epidemiologico che non fosse più emergenziale e stanti le stringenti norme condivise di prevenzione epidemica, una misura come il divieto totale di spostamenti fra le regioni sarebbe ingiustificata e sproporzionata.

Dopo il passaggio parlamentare ci sarà infine un ultimo confronto fra le autonomie locali e il governo centrale, prima del varo del provvedimento.

I CONTAGI NEI COMUNI TRENTINI

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