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Pizzato, il virologo del Cibio: il vaccino funzionerà, ma non pensiamo che si risolva tutto in un attimo

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Ci vorranno diversi mesi prima che i vaccini ci permettano di recuperare la normalità, ma bisognerà mantenere comportamenti virtuosi. Ne è convinto Massimo Pizzato, virologo e referente del Cibio, il dipartimento di biologia cellulare, ente al lavoro come altri centri, su un vaccino trentino per cui però servirà tempo.

Professore, basteranno le misure attuali per la prevenzione dai contagi?
L’importante è non peggiorare, stiamo vedendo la regressione delle terapie intensive. In passato abbiamo visto che incoraggiare gli assembramenti fa peggiorare la situazione.

Lei è d’accordo sulle chiusure natalizie?
Se vogliamo continuare nei progressi ci servono, se no dobbiamo prenderci la responsabilità del rischio. Non spetta a me dirlo, ma bisogna capire se ne vale la pena. Dobbiamo stare in equilibrio tra il mantenere aperte le attività e controllare la curva dei contagi. Certo dobbiamo pensare a servizi essenziali, come le scuole: un po’ alla volta, alcune attività bisognerà riaprirle.

La riapertura delle scuole farà aumentare i contagi?
Sì, sarà inevitabile. Ma bisognerà correre questo rischio.

Il via ai vaccini è la luce in fondo al tunnel?
Ho molta fiducia nei meccanismi di controllo sulle sperimentazioni. Nella fase tre il vaccino Pfizer è stato testato su 40 mila persone, è un test molto robusto, molto serio.

Funzioneranno dunque?
Sappiamo che questi vaccini hanno la capacità di diminuire la gravità dei sintomi, non è ancora chiaro se bloccano l’infezione. Certo abbasseranno la trasmissione del virus.

Potremo tornare ai comportamenti pre-Covid?
Intendiamoci: non è che arriva il vaccino e tutto cambia. Tra l’altro serve il richiamo un mese dopo. Quindi la primavera passerà aspettando che si implementino gli effetti, continueremo a stare sul filo.

Quindi serviranno ancora comportamenti responsabili.
Assolutamente. La responsabilità dei singoli è fondamentale.

Ma chi ha avuto il Covid per quanti mesi è immune?
La risposta non c’è. Sappiamo che ci sono persone che dopo il Covid hanno difese immunitarie per almeno sei mesi. Ma ci sono stati casi di persone contagiate per la seconda volta.

Comunque lei pare fiducioso.
Purtroppo sì. Dico purtroppo perché la storia mi insegna che sono anche stato troppo ottimista. Ma sappiamo che arrivano i vaccini e anche un farmaco antinfluenzale che ha buoni effetti per il Covid. Purtroppo serve tempo.

In futuro dobbiamo temere altre pandemie?
Sempre, ma il Covid ha insegnato tanto. Inoltre, prima di quest’anno i soldi per studiare i virus erano spariti: la pandemia ha fatto avere nuovi finanziamenti alla ricerca. Ma virus nuovi possono apparire in ogni momento nel mondo, anche se ora sappiamo che si possono limitare i danni.

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