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Screening per i tumori: "Da noi pochi ritardi", l'Azienda Sanitaria si difende

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Nonostante una media di oltre 400 pazienti Covid ricoverati tra novembre e dicembre, l’Azienda sanitaria assicura di essere riuscita a intensificare le attività di screening, recuperando i ritardi accumulati dovuti all’emergenza Covid. Lo spiega in una nota, che va a integrare i dati del report dell’Osservatorio nazionale screening (l’Adige di lunedì 18 gennaio), che si riferivano al periodo fino a settembre. L’Apss sottolinea di essere riuscita proprio da settembre a dicembre a fare uno sprint notevole, proprio nei mesi di massima emergenza, con gli ospedali al collasso e il personale allo stremo. «Le attività di screening - si legge - sono state intensificate e i dati di dicembre 2020 mostrano che il recupero completo degli inviti 2020 avverrà a gennaio 2021 per il tumore del collo dell’utero e a febbraio per il tumore del colon-retto. Si prevedono invece tempi più lunghi per lo screening mammografico, con un recupero completo verso luglio 2021».
Gli inviti erano stati sospesi il 12 marzo 2020, con una ripartenza l’11 maggio.
«Nel dettaglio per gli screening per il tumore del colon-retto l’invito della popolazione (donne e uomini di 50-69 anni) è ripartito con i volumi di programmazione a metà maggio. Testato il sistema durante l’estate, a partire da settembre gli inviti sono stati “accelerati” per consentire di recuperare il ritardo. Attualmente, a fronte di 66.692 uomini e donne da invitare nel 2020, nel periodo gennaio-dicembre sono state invitate 58.104 persone (87%). Il pieno recupero avverrà nel mese di febbraio 2021. Per quanto riguarda il tumore della cervice uterina attualmente a fronte di 27788 donne da invitare nel 2020, nel periodo gennaio-dicembre sono state invitate 27199 donne (98%). Il pieno recupero avverrà nel corrente mese di gennaio 2021. Infine per il tumore della mammella ad oggi a fronte di 36300 donne (50-69 anni) da invitare nel 2020, nel periodo gennaio-dicembre sono state invitate 14433 donne (40%). Fatta salva la situazione epidemiologica si prevede di poter recuperare l’intero 2020 entro luglio del 2021».
Insomma, stando ai dati dell’Azienda sanitaria, un’ottima notizia che spiega come i “danni collaterali” del Covid, almeno per quanto riguarda gli screening, in Trentino siano pochissimi.

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