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I veri dati dei contagi in Trentino: le minoranze chiedono, Segnana evita la domanda

"Chiederemo l'accesso ai dati, c'è un buco nei numeri di novembre"

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Niente da fare. Ancora una volta i numeri su quanto accaduto in Trentino lo scorso novembre, ma poi anche nei mesi successivi, non ci sono. Le minoranze - e molti cittadini - attendevano scalpitando la risposta dell’assessora Stefania Segnana alla risoluzione presentata e approvata lo scorso 4 dicembre. Si trattava di 7 domande con la richiesta di avere, in pratica, sette numeri su molecolari e antigenici eseguiti, persone testate, test di controllo dopo il rapido e i tempi di effettuazione del controllo stesso. Quarantotto giorni dopo, ovvero martedì pomeriggio, la risposta è arrivata. O, meglio, la mail è arrivata ma le risposte no.

Nel testo si legge che «vengono comunicati i seguenti dati sulla base della disponibilità e delle indicazioni del Ministero della salute e dell’Istituto Superiore di Sanità» e che i dati si riferiscono al periodo dal 4 dicembre al 14 gennaio. Nella tabella viene riportato il numero di tamponi molecolari effettuati in totale, ovvero circa 480 mila (un dato pubblico, che ogni giorno esce sul bollettino della Protezione civile). Poi viene fornito il numero di test rapidi eseguiti fino al 14 gennaio: sono 57.561. Il numero comprende novembre? No, si tratta solamente della somma dal 4 dicembre. Poi: le persone sottoposte ai molecolari sono state da marzo 156.362 e quelle ai rapidi, da dicembre, 50.501. Ancora, e arriviamo ai due dati - a ieri - non pubblici: i molecolari di controllo eseguiti dal 4 dicembre su persone positive al rapido sono stati 11.306, mentre le persone sottoposte a molecolare di controllo dopo la positività al rapido sono state 7.836 (mentre il numero di persone positive al rapido è di 9.118). A questo punto manca la risposta alla domanda sui tempi di conferma, perché - su questo aspetto si discute ormai da mesi in Trentino - un conto è fare il molecolare entro 48 ore, un conto è farlo dopo dieci o più giorni. Ma nel documento non c’è nulla. Risposte finite e domanda “7” evitata.

Sulla mancanza dei numeri di novembre e sulla scarsa trasparenza sono intervenuti alcuni rappresentanti delle minoranze. «È molto grave - esordisce Luca Zeni (Pd) -che la giunta si sottragga ad un obbligo istituzionale di trasparenza verso i cittadini e di risposta a richieste del consiglio provinciale, con giochetti ed ulteriori pratiche elusive. Il tema va oltre il merito, si tratta di una minima correttezza istituzionale. Procederemo sicuramente con una richiesta di accesso agli atti per ottenere chiarezza, si spera nei tempi previsti dalla legge. Ma è grave che si costringa ad attivare procedure giuridiche per mancanza di risposte istituzionali».
Ugo Rossi (Patt), alza le spalle: «Resta il buco nero di novembre. E non hanno risposto all’ultima domanda, la più importante per chiarire. Confrontando il bollettino della Protezione civile con il documento di ieri resta inoltre un “buco” di 40 mila tamponi i cui esiti non sono sono stati comunicati. Caso politico? No, non è mai stata una questione politica, ma c’è una pubblica amministrazione che non risponde o, se risponde, fornisce numeri che non tornano. Io resto convinto del fatto che dare queste informazioni non farebbe altro che certificare quello che il Trentino ha fatto di buono, a partire dall’intuizione di isolare subito i positivi al rapido, “imitata” poi dal ministero».

«Queste risposte - dice Filippo Degasperi (Onda Civica) - sono la conferma dei dubbi sempre manifestati: contrariamente a quanto prescritto dai protocolli, i tamponi rapidi sono stati solo in minima parte confermati dai molecolari. Ma l’aspetto più interessante non è che la Giunta Fugatti abbia percorso una “strada trentina” nella gestione dei tamponi, ma che nel Governo nessuno se ne sia accorto. A Trento i rappresentanti dei partiti che sostengono Conte impartiscono lezioni quotidiane a Fugatti e Segnana, ma a Roma nemmeno si accorgono che qui si è giocato con i numeri sulla pelle dei trentini. Questo spiega perché l’Italia è messa così male nelle statistiche internazionali».Ma.Lu.

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