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Scuola, mascherine 

e Libro dei Sogni

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ANSA

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Riusciremo a riaprire le scuole in sicurezza? Il Direttore risponde alla lettera del lettore

Scuola, mascherine e Libro dei Sogni

Dieci milioni di morti (le guerre mondiali), dieci milioni di euro evasi da qualcuno, dieci milioni all’Enalotto, dieci milioni di mascherine. Dopo le “mille lire al mese” dello scorso millennio, eccoci a colpi di milioni e di miliardi. Non si sono chiarite mascherine e pastrocchi di alcuni politici pseudo imprenditori lombardi, non si sa bene se Briatore è positivo o no (Santanchè spiegando) Billionaire permettando, ma sono frastornato da tutti questi 00000.
Tornando alle mascherine scolastiche, importantissime per il futuro del Paese, ai dieci milioni forniti a piene mani a tutti i giovani, finiremo ancora in decisioni che ancora non sono chiare visto che noi genitori e nonni non abbiamo ancora capito dove metterle o siamo obbligati a portarle. E i presidi hanno invece capito tutto? A settembre l’ardua sentenza per tutti i numeri che spero non siano ancora quelli del Libro dei Sogni.

Giuliano Fago Golfarelli

Sarà un mese davvero decisivo

Briatore - positivo al Covid-19 e ora in isolamento per due settimane - è un po’ l’emblema di questa estate in cui qualcuno si protegge (ben consapevole del fatto che i pericoli non siano certo calati) e qualcuno dileggia invece chi se ne intende (di virus) e chi si protegge. Il solito mondo al contrario. Mondo ben rappresentato da una scuola che non sa più che pesci (che milioni di mascherine, diresti tu) pigliare. Il settembre che si apre sarà davvero un mese decisivo. Le scuole possono essere il segno della rinascita in sicurezza o l’esatto opposto: il fallimento della programmazione, col rischio che il virus da scuola arrivi velocemente a casa. Con un po’ di attenzione, con un rigoroso rispetto delle regole (lo so, non è la nostra specialità), penso che la scuola possa superare l’esame. I pastrocchi lasciamoli invece a specialisti di ben altro, ai quali diamo si troppo spazio, credito e ascolto. Forse perché rappresentano al meglio una certa Italia (non tutta, per fortuna), che ha voglia di arrivare in fretta, possibilmente passando col rosso e superando da destra.

lettere@ladige.it

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