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Ricordo di Maria Callas

un mito della lirica

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Ricordiamo Maria Callas, un mito: la lettera di Amedeo Fumana e la risposta del Direttore

Ricordo di Maria Callas un mito della lirica

Le sue origini sono umili. Maria Callas nasce il 4 dicembre del 1923 nel Bronx, a New York, dove il padre, immigrato greco, conduce un negozietto di droghiere-farmacista. La madre, separata dal marito, torna ad Atene, ed è qui, che, alla viglia della guerra, Maria la raggiunge. Ad Atene, la ragazza studia canto con Elvira De Hidalgo, grande cantante rossiniana, che le inculca la sua straordinaria elasticità ed estensione vocale. Nel 1939, a 16 anni, la giovane Maria Callas comincia a interpretare, in teatrini di quart’ordine, piccole parti da contralto, soprattutto rossiniane e belliniane. Possiede una forza di volontà stupefacente, una serietà e una tenacia impressionanti, un rigore professionale ineguagliabile. Forse il timbro non è superlativo, ma incredibile è l’espressività della sua voce. Perché oggi ritorna prepotente specie tra i giovani, il mito Callas? Perché nella voce di Maria c’è già tutta l’opera, perché non c’è bisogno di teatro, di immagine, di televisione. Basta la Radio o un disco per assistere dal vivo, attraverso la sola voce, all’intera vicenda drammatica. Quello dei primi anni 40 ad Atene, fu un periodo di fame e di stenti. Poi, finita la guerra. Maria torna in America decisa a sfondare a New York. Nel 1947, quando arriva in Italia, la greca è una ventiquattrenne prosperosa, viene scritturata per la Gioconda di Ponchielli all’Arena di Verona. Canta con feroce determinazione, ma nessuno ancora immagina di assistere alla rivelazione di uno dei più grandi interpreti vocali di tutti i tempi.

Amedeo Fumana

Mi piace questa passione

Mi piace, caro Fumana, che lei continui a coltivare il gusto della memoria e il suo amore per questo mondo di cui spesso conosciamo solo gli aspetti più entusiasmanti o quelli più dolorosi. Ricordare le origine della grandissima Maria Callas, le sue fatiche, quella che lei stesso chiama la sua stupefacente forza di volontà, aiuta a conoscere meglio una grande artista, ma anche a capire che nessuno nasce grande, nessuno parte dal traguardo. Interessante anche il riferimento a una voce che non ha bisogno di immagine, di scena, di palco. Una voce che del resto mi pare di sentire - come penso accada a molti lettori - mentre leggo queste sue parole piene di una passione che in fondo è una sorta di specchio della feroce determinazione della Callas.

lettere@ladige.it

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