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La libertà ha sempre confini precisi

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La società cambia, ma l’amore è l’amore: è diritto di tutti voler bene ai loro figli. Ma come la mettiamo con gli "uteri in affitto"? La riflessione di una nostra lettrice, la risposta del Direttore.

La libertà ha sempre confini precisi

Egregio direttore, la risposta data da Lei alla signora Morandi mi pare congruente con la libertà d’espressione che ognuno di noi in un regime di democrazia ha. La signora in questione sarà sicuramente di parte e quando dico di parte mi riferisco al mondo cattolico. Cita infatti «valori cristiani definiti dai papi irrinuciabili». Io aggiungo chiamati anche «valori non negoziabili».
«L’amore è amore» pensano in molti e lasciamo che, democraticamente, ognuno esprima il proprio modo di amare.
La società corre veloce, i valori cambiano e noi diventiamo sempre più moderni e tecnologici rispetto un po’ a tutto. Alla cultura, alla vita, alla salute e alla morale appunto. Se i bambini che adesso crescono in famiglie con genitori dello stesso sesso avranno problemi da grandi noi al momento lo possiamo solo supporre basandoci un po’ sul buon senso e un po’ su tesi di illustri pensatori che, sulla base dei loro studi possono già azzardare pronostici. Quindi per ora noi prendiamo per buono che l’amore è amore e così sia e lasciamo il giudizio ai posteri che sarà basato su dati concreti. Non discuto nemmeno sul diritto all’aborto: in una società laica è libertà. Non lamentiamoci poi se un grosso problema con cui ci confrontiamo ogni giorno sia la “nascita ai minimi termini”. Siamo una nazione di anziani.
Diventeremo probabilmente un mondo di anziani. L’aborto è libertà e sia dunque. È libertà però evidenziare anche le ferite che, una scelta fatta con questa leggerezza lascia sulla coppia: è l’altra faccia della medaglia. Di questo non si parla o se ne parla poco. Lasciamo perdere la morale cattolica, in riferimento ai danni che a questa pratica conseguono esistono dati scientifici provati. Lei direttore afferma che non ci sia un pensiero unico altrimenti nessuno potrebbe, con idee diverse, aprire bocca e nemmeno «per fortuna un unico pensiero». Rivendicare un diritto è legittimo e, per tornare al discorso delle famiglie con genitori dello stesso sesso con prole mi viene però da chiedermi: chi difenderà allora i diritti degli “uteri affittati” per soldi? Lei mi risponderà che anche questa è libertà, affittare il proprio corpo è libertà! Ebbene caro direttore è proprio qui che si apre un mondo!

Angela D’Alessandro

 



Rispettare la legge non è “pensiero unico”

Attenzione. Io parlavo di libertà d’espressione (e di pensiero) e di leggi che tutelano chi vuole abortire e che certo non obbligano nessuno a farlo. Di qui il riferimento al pensiero unico o all’unico pensiero.
Non mi faccia dire che si è liberi di fare qualunque cosa. I confini delle leggi sono molto chiari e anche per questo va rispettata una legge che ha 42 anni e che per molti aspetti ci ha fatti uscire da un tunnel.
Perché troppo spesso ci si dimentica di cosa accadeva - da secoli - prima di quel giorno (in clandestinità, senza sicurezza alcuna, con storie a dir poco allucinanti, con la morte di tante madri e con mille altri problemi devastanti). Capisco la sua preoccupazione/provocazione, ma non si apre nessun mondo e la libertà ha confini precisi.

lettere@ladige.it

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