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Scuola, tamponi rapidi
per fermare le chiusure

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Gentile direttore, siamo due genitori esasperati di fronte all'estrema superficialità con cui in questa emergenza sanitaria vengono trattate le questioni riguardanti la scuola e il benessere degli adolescenti. Dopo più di due mesi il 7 gennaio i nostri figli sono finalmente rientrati alle superiori al 50%, ma purtroppo dopo solo una settimana, in entrambi le loro classi, un compagno è stato trovato positivo, con la conseguenza che è scattato il provvedimento da parte dell'Azienda sanitaria: tutti i ragazzi in Dad e in quarantena senza poter uscire di casa per due settimane. Tale provvedimento è stato emanato nonostante nella scuola vengano seguite scrupolosamente le regole di igiene e distanziamento previste.
Tenendo conto della drammatica condizione di solitudine ed isolamento in cui si trovano gli adolescenti in questo periodo, ci chiediamo se non sarebbe possibile prendere spunto dalle strategie utilizzate nel mondo del lavoro verificando con dei tamponi rapidi in modo più mirato la reale diffusione del contagio, per circoscrivere gli eventuali focolai. Questa strategia richiederebbe certo più impegno rispetto ad un semplice blocco totale ma è quella adottata nei contesti produttivi, dove le conseguenze delle decisioni vengono pagate direttamente da chi le prende. Così invece i nostri ragazzi si trovano a subire le conseguenze delle scelte comode ma in definitiva irresponsabili fatte da altri.

Luisa Miori e Fabio Leonelli - Cadine


I ragazzi messi all'ultimo posto

Concordo su tutto. Ritengo che le scelte non si possano però considerare irresponsabili: l'eccesso di responsabilità non diventa infatti mai assenza di responsabilità. È vero semmai l'opposto. Ma il problema è proprio quello dell'impegno: bisogna impegnarsi di più, anche dal punto di vista economico, per mettere in massima sicurezza i nostri ragazzi. La sicurezza non è però solo di natura sanitaria, come ben ci ricordate: è anche culturale, sociale.

I ragazzi sono vittime della solitudine, del distacco, della sensazione sgradevole d'essere stati messi all'ultimo posto da chi ha il compito di prendere decisioni. La strategia che proponete va dunque fatta propria dalla Provincia: o con i tamponi rapidi o con altri sistemi (aumentando ad esempio le distanze fra un banco e l'altro, visto che gli studenti già indossano la mascherina) cerchiamo di tenere i ragazzi a scuola. La vostra esasperazione è l'esasperazione di un pezzo fondamentale della nostra società.

lettere@ladige.it

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