Troppo entusiasmo per il presidente Draghi

Egregio Direttore, in attesa di poterla risentire a Prima Pagina, vorrei chiederle un suo giudizio su Mario Draghi. Mi sembra che ci sia un po' troppo entusiasmo su una persona che deve ancora spiegare cosa intenda fare. In una risposta ad un lettore ha scritto che lo conosce e quindi mi piacerebbe sapere cosa ne pensa. Non crede che gli italiani si innamorino in fretta e altrettanto in fretta buttano giù dalla torre?

Gianni A. Canti - Rovereto


 Speranza più che entusiasmo

Fermi fermi: io ho detto "conoscendolo" perché un po' tutti conosciamo la sua storia, il suo percorso di servitore dello Stato. Ho avuto la fortuna di incontrarlo - facendo io parte della giuria che lo scelse - quan- do gli è stato assegnato il premio "Degasperi, costruttori d'Europa".

Ma una pur bella chiac- chierata non si può definire una conoscenza. Ciò premesso, penso cose belle di lui: perché ha fatto sempre bene, in incarichi anche mol- to delicati, dove in perfetta solitudine ha do- vuto prendere spesso decisioni difficili. Condivido però totalmente il suo giudizio su noi italiani: garantiamo a tutti la luna di miele e una buona dose d'iniziale entusiasmo, ma poi scarichiamo tutti senza fare grosse distinzio- ni. Aggiungo solo due cose.

La prima: Draghi è l'uomo giusto, ma il contesto è difficile e nemmeno Superman potrebbe risolvere tutti i problemi di cui ha parlato in Parlamento. La seconda: giudichiamolo sui fatti. Anche per- ché lui, alle parole, ha sempre preferito l'azione. La goccia magari invisibile che poi genera un mare. L'entusiasmo indubbiamente è tanto, ma forse lo chiamerei speranza più che entusiasmo.

Perché l'Italia si è aggrappata al nuovo presidente del consiglio sperando che possa essere il vaccino non solo per la pande- mia ma anche per tutti i mali del Paese. Ha una grande fortuna: non ha bisogno di consen- so, perché non si presenterà mai alle elezioni (su questo accetto scommesse e infatti su Mon- ti una scommessa di questo tipo non l'avrei mai fatta), ma ogni giorno dovrà mediare con partiti che fra due anni dovranno invece riproporsi agli elettori. Non sarà facile, ma (per lui) vale la pena di provarci e (per noi) vale la pena di credergli. I giudizi veri si danno co- munque solo dopo, una volta valutata l'azione di governo.

Grazie di cuore, infine, per i complimenti per Prima Pagina.

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