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Bologna, ricordate le vittime

I familiari criticano il governo

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Si commemorano i 37 anni dalla Strage di Bologna - 85 morti per la bomba alla stazione il 2 agosto 1980 - e nel momento in cui in rappresentanza del governo prende la parola il ministro Galletti, i familiari delle vittime escono dall’aula del consiglio comunale.

«Nulla contro di lui, ma rappresenta un governo scorretto», dicono, criticando l’esecutivo sul tema dei risarcimenti e della desecretazione degli atti.

Il ministro: «capisco l’insoddisfazione dei familiari, ma si sta continuando a lavorare per dare risposte e si sono fatti dei passi avantì».

Messaggio nei giorni scorsi anche dal presidente del consiglio Paolo Gentiloni all’associazione dei familiari delle vittime: «37 anni dopo il terribile attentato del 2 agosto 1980, è fondamentale coltivare il ricordo di una stagione drammatica per l’Italia, segnata dalla folle violenza terroristica, proseguendo nella ricerca della completa verità.
L’impegno della vostra associazione nel corso di questi anni ha permesso di consolidare un percorso di memoria condivisa, basato sulla consapevolezza storica e sui valori di democrazia e libertà su cui è fondato il nostro Paese».

Critico il sindaco di Bologna Virginio Merola nel discorso ufficiale dal palco di piazza delle Medaglie d’oro in memoria delle vittime della strage della stazione.

«Al nostro governo dico che non è onorevole prendere un impegno e non mantenerlo, è peggio che non prenderlo».
«I risarcimenti e la desecretazione degli atti sono impegni che vanno mantenuti - ha aggiunto Merola - Oggi non possiamo permetterci che le autorità abbiano torto troppo a lungo, è pericoloso per la nostra libertà e indebolisce la credibilità delle nostre istituzioni».
«Vi chiedo - ha concluso il sindaco di Bologna - di andare avanti insieme, per non dimenticare e per la giustizia».

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