Salta al contenuto principale

Raid anti-immigrati

per le strade di Colonia

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 48 secondi

La reazione violenta degli estremisti di destra non si è fatta attendere: in rete, dei balordi hanno lanciato a Colonia la caccia all'uomo. «Attaccare il non tedesco» per rispondere alle violenze sulle donne a San Silvestro. E dunque ancora una volta, all'ombra del celebre duomo della città renana, nella zona della stazione centrale, si sono verificate delle aggressioni domenica sera. Stavolta le vittime sono sei cittadini pachistani e un siriano. Mentre un nordafricano è stato inseguito.

«Diverse aggressioni di stampo xenofobo», ha confermato la polizia. Un segnale d'allarme da prendere molto sul serio. Tanto più dopo gli incidenti avvenuti ieri in serata a Lipsia. Mentre era in corso una manifestazione anti-immigrati di Pegida, in città si è scatenata la violenza degli hooligan: un gruppo di neonazisti, legati alle tifoserie di due squadre locali, ha attaccato diversi negozi nel quartiere di Connewitz, frantumandone le vetrine. Decine i fermati dalle forze dell'ordine.

Insomma, in un clima di tensione sempre più esasperata, adesso i profughi sono a rischio. E anche il governo ha messo in guardia: «Bisogna assolutamente evitare di alimentare un sospetto generale sui rifugiati». Anche il presidente del Consiglio dei musulmani tedeschi Ayman Mazyek ha denunciato dalle pagine del Koelner Stadt Anzeiger una «nuova dimensione di odio» contro i fedeli di religione islamica: mail e telefonate di minacce, mentre nella rete si scatenano gli insulti. Giovedì scorso la situazione era diventata tale che alla fine ha dovuto staccare il telefono, si è sfogato.

Parole che hanno trovato una reazione netta del portavoce di Angela Merkel: «Nulla giustifica l'ostilità nei confronti dei profughi». E le violenze. Dopo i fatti di Capodanno, si agirà a livello politico e giuridico a tutela della popolazione tedesca, ha aggiunto, ma la Germania continuerà a dare protezione ai tanti richiedenti asilo incolpevoli. I tedeschi comunque, stando a un sondaggio del Forsa, non si sarebbero ancora lasciati impressionare: il 60% ha risposto di non vedere in modo più negativo gli stranieri dopo i fatti di Colonia. E le donne hanno risposto nel 60% dei casi di continuare a sentirsi «sicure».

Le aggressioni xenofobe sono l'epilogo di una settimana ad alta tensione, con un'appendice nel weekend: secondo Bild, che cita un rapporto della polizia federale riservato, ci sono stati nuovi casi di molestie sessuali «in diverse stazioni e a bordo di treni, da parte di profughi».

Intanto le indagini sulle aggressioni denunciate da oltre un centinaio di donne a Colonia portano alla luce qualche contraddizione. La polizia locale sta indagando su 19 sospetti, tutti di origine straniera: 10 richiedenti asilo e 9 clandestini. Per quattro l'accusa è di furto. Per gli altri, nel rapporto presentato ad una seduta straordinaria del Landtag, il reato non viene specificato. Ma se domenica il ministro della Giustizia Heiko Maas si era spinto a dire di ritenere che gli attacchi alle donne fossero pianificati, è lo stesso dossier a smentire questa pista: «Dalle indagini non risulta che gruppi di persone siano stati organizzati o guidati».

Il parlamento regionale della Westfalia è la sede in cui undici giorni dopo le violenze sono arrivate accuse pesanti ed esplicite alla polizia locale dal ministro dell'Interno regionale Ralf Jaeger: «L'immagine data dalla polizia è inaccettabile», ha tuonato. Secondo l'amministratore, che ha già silurato il capo della polizia di Colonia, si sarebbero dovuti chiedere rinforzi. La polizia avrebbe agito poco tempestivamente, essendo informata già sul presto di orde di ubriachi in strada, e anche successivamente ha dato l'impressione di voler «nascondere» le informazioni.

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy