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Appalti olimpici, il Trentino vuole fare da sè

In arrivo da Roma 300 milioni per le opere

Tra le priorità il Palaghiaccio e i trasporti

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Una trattativa per portare al Trentino una dotazione tra i 150 e 300 milioni di euro da spendere, in proprio, per le infrastrutture destinate ai giochi olimpici invernale del 2026. Trento e Bolzano hanno avviato un confronto con il governo per poter avere maggiori risorse per finanziare la lista delle infrastrutture da realizzare prima delle Olimpiadi di Milano-Cortina che si svolgeranno anche in Trentino (Fiemme e Piné) e in Alto Adige. L’approvazione della legge olimpica da parte del consiglio dei ministri di giovedì ha messo ordine nell’organizzazione dell’evento olimpico del 2026.

In particolare sono stati messi in chiaro i compiti dei tre livelli (di controllo, organizzativo e di investimento sulle infrastrutture, come spieghiamo nell’articolo qui a lato), con l’istituzione della Infrastrutture Milano-Cortina 2026 spa in cui Trento avrà il 5% come Bolzano, mentre il 70% sarà in capo per il 35% ciascuno ai due ministeri (dell’Economia da un lato e di Trasporti e infrastrutture dall’altro) e il resto ossia il 20% per il 10% ciascuna a Veneto e Lombardia.

La dotazione finanziaria per la gestione degli appalti e quindi la pubblicazione dei bandi per le infrastrutture sarà di circa 2 miliardi di euro, secondo le stime del governo. Al miliardo di euro per le infrastrutture stanziato ufficialmente dall’ultima finanziaria nazionale, dovrebbe aggiungersi anche il miliardo di euro circa che deriva dal Comitato olimpico internazionale (Cio). Se così fosse, la cifra cui può aspirare il Trentino va da 150 a 300 milioni almeno. Il calcolo, per ora ufficioso, considera come destinabili al Trentino una percentuale del 20% sulle risorse disponibili, con un range che andrebbe fino a 400 milioni di euro se la cifra a disposizione della Infrastrutture spa fosse di 2 miliardi di euro.

A definire come verranno assegnate le risorse definitive sarà il Ministero dei trasporti di Paola De Micheli (Pd), con la quale la Provincia dovrebbe avere un incontro nelle prossime settimane per portare le proprie istanze.

«Sia noi che Bolzano avendo la nostra agenzia per gli appalti chiederemo che, una volta definite le assegnazioni delle opere e delle risorse, di avere una gestione nostra, ossia di usare l’Agenzia per gli appalti e quella per le opere pubbliche, per bandire le gare relative alle opere sul nostro territorio» sottolinea il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. Che spiega come «se ci fossero anche le risorse del Cio tra quelle per le infrastrutture, ma ancora non abbiamo una conferma ufficiale, la cifra per Trento riteniamo possa andare tra i 150 e i 300 milioni di euro».

L’elenco delle richieste inviate nelle scorse settimane a Roma in vista delle Olimpiadi invernali del 2026 vale attorno ai 200 milioni di euro. Si tratta dello stadio del salto di Predazzo, del centro del fondo del lago di Tesero, lo stadio del ghiaccio di Baselga di Pinè, l’elettrificazione della tratta ferroviaria tra Trento e Primolano. Nella nota sono stati inoltre evidenziati questi interventi per la mobilittà: progetto Brt (Bus Rapid Transit, di fatto corsie preferenziali per il tram-bus) per il tratto Cavalese-Canazei, ammodernamento del collegamento stradale tra Altopiano di Pinè e Val di Fiemme (o attraverso Segonzano o attraverso la Valfloriana), adeguamento della stazione ferroviaria di Trento, nuova flotta di autobus sostenibili, l’intermodalità ferrovia-trasporto pubblico in val di Fiemme, la realizzazione del collegamento ferroviario Primolano-Feltre nell’ambito del cosiddetto Ring (circuito ferroviario) delle Dolomiti. Il collegamento ferroviario tra l’aeroporto Catullo e la linea del Brennero a Verona è stato escluso da Trento, mentre a chiederlo è stato il Veneto e potrebbe quindi trovare un finanziamento attraverso quel modo.

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