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Valle d'Aosta: la Lega cresce

ma il centrosinistra risorge

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Cresce fino al 20-24 per cento la Lega in Valle d’Aosta, guidata dalla salviniana Nicoletta Spelgatti, ma rispunta a sorpresa un polo progressista (13-17 per cento) con la rinascita del Pd, fuori dall’assemblea dal 2018.

Il centrodestra di Emily Rini, che Silvio Berlusconi sogna alla presidenza della Regione, tiene una posizione strategica dell’8-10 per cento, mentre il M5s rischia di scomparire. Questo lo scenario, comunque incerto in vista della formazione di una nuova giunta, che emergerebbe dalle elezioni regionali anticipate nella Regione autonoma secondo l’Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai.

In  attesa dello scrutinio di domani, in base a una legge elettorale proporzionale vecchia maniera che prevede l’elezione in Consiglio regionale del governatore, l’ulteriore dato politico è la sofferenza degli autonomisti: l’ex ammiraglia Union Valdotaine, che esprime l’attuale presidente della Regione Renzo Testolin, si ferma all’11-15 per cento, perdendo da 4 a 8 punti percentuali rispetto alle ultime regionali. Ma l’insieme dei frammenti della sua galassia (Vallée d’Aoste Unie e Alliance Valdotaine), nati dalle varie scissioni dell’ultimo decennio, potrebbero pesare complessivamente anche fino al 30 per cento ed essere determinanti per la formazione di un governo regionale che, a questo punto, è in bilico tra un centrodestra a trazione leghista e  un centro sinistra con una forte componente autonomista.

Dopo una legislatura travagliatissima, chiusa in anticipo, funestata da inchieste giudiziarie e afflitta da un’instabilità dovuta ad un quadro politico frammentato, la Valle d’Aosta si preparerebbe a voltare pagina, almeno per quanto riguarda quest’ultimo aspetto.

Dal sondaggio Opinio Italia solo la metà delle liste in corsa (sei su dodici) potrebbero approdare nell’assemblea regionale superando la soglia di sbarramento fissata dalla legge regionale. In bilico il Movimento 5 stelle (fermo al 4-6 per cento).

Stessa sorte per la formazione ‘Pour l’autonomiè dell’ex presidente della Regione Augusto Rollandin, protagonista della scena politica dagli anni Ottanta e storico campione di preferenze che ora - stando agli exit poll - rischia una clamorosa esclusione.

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