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«Non si sputa sulla palla»

Cricket in crisi per il virus

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«Non si sputa sulla palla». Il cricket in crisi di identità a causa del coronavirus. Sembra incredibile ma è quello che sta succedendo in Inghilterra, patria di questo sport pressoché sconosciuto in Italia (ma non in Trentino dove c’è una squadra da anni stab ilmente ai vertici nazionali), che però vanta milioni di appassionati nei paesi anglofoni. I campionati sono sospesi fino all’1 luglio ma fra giocatori e appassionati sta creando non poco scompiglio il lavorìo per la ripresa ufficiale del torneo, come rileva oggi il Guardian.

Alla base della vicenda ci sono le misure per evitare contagi da covid-19. Nel cricket non ci sono contatti fra i giocatori, gli 11 in campo devono essenzialmente lanciare una palla e cercare di colpirla con una mazza, mandandola più lontano possibile. È una partita a eliminazione, eppure -ed ecco il motivo della crisi- c’è un singolare aspetto che può risultare decisivo in materia di profilassi sanitaria, incidendo però sul gioco: l’uso del sudore e della saliva per lucidare la palla prima di un lancio.

Non è una cosa scaramantica, ma una pratica comune, quasi un rito, per rendere la sfera scivolosa e più veloce. Nei prossimi giorni il Consiglio internazionale del cricket deciderà se vietare questa pratica, ritenendola possibile veicolo del virus. «Dobbiamo preservare l’essenza del nostro gioco ma proteggendo i soggetti coinvolti» ha detto Anil Kumble, il presidente dell’organismo. Il voto è previsto a inizio giugno. Potrebbe essere adottata come «misura provvisoria».

«All’osservatore occasionale la discussione sulla manutenzione della palla da cricket deve sembrare bizzarra» sottolinea il Guardian, aggiungendo che il cricket «è di fronte a un potenziale fallimento».

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