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Alex Zanardi migliora:

uscito dalla terapia intensiva

affronta ora il recupero

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A due mesi esatti dall’incidente in Toscana, Alex Zanardi fa un piccolo, ma incoraggiante passo in avanti. Il campione paralimpico, dal 24 luglio ricoverato al San Raffaele di Milano, ha risposto con «significativi miglioramenti clinici» dopo un periodo «durante il quale è stato sottoposto a cure intensive»: questo scrivono i medici nella nota stampa emessa dall’Ospedale lombardo.

«Per questa ragione attualmente è assistito e trattato con cure semi intensive presso l’Unità Operativa di Neurorianimazione, diretta dal professor Luigi Beretta», conclude il comunicato che riaccende la speranza per Zanardi, in lotta per la vita dal 19 giugno quando, nei pressi di Pienza, perse il controllo della sua handbike e finì contro un camion.

Da quel momento per l’ex pilota di Formula 1, capace di superare il terribile incidente del 2001 e poi di conquistare quattro medaglie d’oro e due d’argento in handbike nelle ultime edizioni dei Giochi paralimpici, a Londra2012 e Rio2016, è cominciato un nuovo incubo.

All’Ospedale «Le Scotte» di Siena Zanardi è stato sottoposto a tre interventi alla testa. Poi un lento ma progressivo miglioramento che martedì 21 luglio ha spinto i medici a trasferire il campione paralimpico nel centro di recupero e riabilitazione funzionale Villa Beretta, in provincia di Lecco.

Tre giorni dopo, però, «a fronte di intercorsa instabilità delle condizioni cliniche», il 53enne bolognese è stato nuovamente trasferito, stavolta all’Ospedale San Raffaele, dove sabato 25 luglio ha subito il quarto intervento alla testa, «una delicata procedura neurochirurgica eseguita dal professor Pietro Mortini, direttore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia, per il trattamento di alcune complicanze tardive dovute al trauma cranico primitivo».

Da quel momento sono passati altri 25 giorni e finalmente oggi è arrivato una buona notizia dall’ospedale milanese: Alex Zanardi sta meglio, non ha più bisogno di cure intensive e riesce a respirare in modo autonomo. Dopo due mesi nell’incubo, però, il campione bolognese è molto debole e per questo viene tenuto in stretta osservazione e sottoposto a «cure semi intensive». Ma per Zanardi la speranza è viva.

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