Dakar, Price vicino al trionfo nelle moto Peterhansel e Cottret in testa tra le auto

Dodicesima e penultima, estenuante, tappa alla Dakar 2016, la più lunga della 38ª edizione: da San Juan a Villa Carlos Paz per un totale di 931 chilometri, 481 dei quali di speciale. Tra le moto successo del portoghese Helder Rodrigues (Yamaha), alla prima vittoria di tappa in questo Rally Raid. Al secondo posto, con un distacco di 7’32”, è giunto l’australiano Toby Price. Il pilota KTM, leader della classifica generale, è ormai ad un solo giorno dal trionfo sul traguardo di Rosario.
Terzo l’argentino Kevin Benavides, a 7’55”.


In classifica generale Price ha un vantaggio di 37’39 sullo slovacco Stefan Svitko (KTM) e di 53’10” sul cileno Pablo Quintillana (Husqvarna). È precipitato ad 1h14’ il francese Antoine Meo (KTM), vincitore della tappa di ieri, caduto a meno di 50 km dall’arrivo e feritosi ad una mano.
Tra le macchine l’equipaggio Stephane Peterhansel/Jean-Paul Cottret ha limitato i rischi della Dakar. Autore del quarto tempo dopo essere stato al comando, conserva un vantaggio di 51’55” nella classifica generale, a una tappa dal traguardo finale.
Peterhansel e la sua 2008 DKR possono contare su due angeli custodi: Sebastien Loeb e Cyril Despres. Entrambi sono rimasti in contatto tutto il giorno, pronti a intervenire. Alla fine, l’equipaggio Loeb/Elena ha beneficiato dell’assistenza di Despres/Castera ed è giunto all’arrivo al traino, dopo la rottura di una trasmissione a due km dal traguardo, ottenendo - comunque - il secondo tempo della giornata.


«La giornata è stata caratterizzata da un grande stress - commenta Peterhansel - Questa tappa non era semplice dal punto di vista della navigazione.
C’erano molti cambi di direzione con zone di fesh-fesh non facili da individuare. Dovendo fare da apripista, abbiamo avuto difficoltà a valutare il nostro ritmo. Abbiamo cominciato a gestire la meccanica, a fare attenzione a tutti i cambiamenti di aderenza per salvaguardare la trasmissione. Corriamo in modalità ‘safè ma rimaniamo molto concentrati perchè ci sono molte insidie. Quando si guida troppo dolcemente si perde la concentrazione. Dunque bisogna trovare il giusto compromesso. Non è facile. Da ieri, gestiamo la corsa in modo un pò diverso. Non spingiamo la vettura fino ai suoi limiti estremi”. Per Loeb la giornata “è andata relativamente bene. Abbiamo fatto un pò fatica all’inizio con la polvere perchè ci siamo avvicinati subito a Roma. Poi abbiamo perso molto tempo a superarci e risuperarci».

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