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Drena, Michelotti lascia

dopo 20 anni da sindaco

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Dopo vent’anni alla guida della piccola ma coesa e attiva comunità di Drena il sindaco Tarcisio Michelotti guarda al futuro tra impegni e nuove prospettive. Michelotti, classe 1948, dopo tre mandati da primo cittadino nel più piccolo comune dell’Alto Garda (575 residenti), ha svolto quindi l’incarico di assessore alla cultura ed educazione nella Comunità Alto Garda e Ledro (2010-15), rivestendo ora il ruolo di presidente della Conferenza dei Sindaci alto-gardesani, e sta per concludere il suo quarto quinquennio alla guida dell’amministrazione drenese.

Alla fine di questi 5 anni è possibile tracciare un bilancio?

Grazie all’impegno della giunta e dell’intero consiglio è stato possibile centrare alcuni obiettivi attesi dalla comunità ad iniziare dall’affido della gestione del “Camping Resort Drena” (un investimento di oltre 3 milioni di euro concluso nel 2014). Ciò ha permesso la conclusione e l’arredo della struttura, e l’affido garantirà sino al 2028 importanti risorse in parte ordinaria all’amministrazione, oltre all’avvio di nuove iniziative e proposte turistiche. Il tutto senza dimenticare il rinnovo della rete idrica ed acquedotto comunale (un’opera da quasi due milioni di euro), la messa in sicurezza ed i marciapiedi su Via Roma, con nuovi parcheggi e migliorando l’arredo urbano in centro storico.

Quali le iniziative per migliorare servizi, vivibilità e capacità ricettiva in una comunità che vuole crescere?

È in scadenza al concessione del bar “Chioso” sotto il castello, e si sta pensando alla sua riqualificazione ed ampliamento (prevista nella variante al Prg), Inoltre è iniziato l’iter di progettazione di una nuova passerella sopra la provinciale n. 84 della Val di Cavedine per collegare centro sportivo, parcheggi ed area del castello, valorizzando percorsi ed itinerari storici e naturalistici del territorio (definito l’accordo con provincia e servizio Sova è in arrivo il progetto definitivo). Si sta inoltre concludendo la riqualificazione della caserma dei vigili del fuoco volontari (oltre 90 mila euro), e il consiglio comunale ha recentemente approvato in via definitiva la variante puntuale del Prg, che aprirà nuove possibilità ricettive (case vacanze, agritur e bed&breakfast) evitando il consumo di territorio, e puntando sul recupero degli edifici in centro storico.

Nuovi servizi per famiglie, giovani e associazioni?

In sinergia e convenzione con il comune di Dro sono stati garantiti due posti alle giovani famiglie presso l’asilo nido di Dro, attivando il servizio di Tagesmutter, e potenziando il trasporto pubblico con nuove corse tra Trento, Drena e l’Alto Garda (con nuovo punto di sosta e inversione in via Roma per gli autobus di linea). Sono in definizione degli accordi per attivare la fibra ottica e avviare la metanizzazione dell’intero territorio comunale. In questa direzione va anche la volontà di sostenere il nostro negozio e punto vendita multi-market, il primo attivato 20 anni fa in Trentino e oggi un servizio sociale essenziale per Drena.

Tra i simboli di Drena lo storico castello ed i suoi millenari castagneti, quali gli interventi di valorizzazione?

Dopo il crollo di parte della cinta muraria del castello (2 giugno 2018), e la sua successiva messa in sicurezza, da febbraio 2019 è stato possibile riutilizzare gran parte degli spazi interni ristrutturati giusto 30 anni fa. Stanno proseguendo gli studi e le analisi della Soprintendenza provinciale per i beni storici culturali, posti alla base di un progetto preliminare per il recupero del prato della Lizza e degli spazi esterni, in attesa di adeguati finanziamenti provinciali. Con oltre 60 mila euro si stanno recuperando nuove aree di castagneto (oltre 1.500 le piante produttive nel comune), cercando di censire e rinnovare i dati su proprietà, dimensioni e valore castale, il tutto per una puntuale tutela, coltivazione e valorizzazione dei tipici maroni di Drena.

Dopo la mancata fusione con Dro, quali i rapporti con i comuni vicini dell’Alto Garda?

I dati e le prospettive del bilancio comunale sono in parte cambiate, i nostri conti sono in ordine e l’identità del comune di Drena non appare a rischio. Continuano le gestoni associate obbligatorie con Dro: una formula forse da rivedere garantendo una precisa e continua presenza di personale nel municipio di Drena (sarà potenziato l’ufficio tecnico). All’interno di servizi e opportunità offerte dalla Comunità di Valle (un ente territoriale da mantenere e valorizzare), in futuro si potranno avviare nuove collaborazioni e sinergie tra Comuni coinvolgendo Dro e Arco».

Quali le linee di sviluppo per la comunità di Drena?

Con la recente approvazione della variante n. 7 al Prg (recependo 40 richieste e domande private) sono state poste le condizioni per avviare il recupero dei centri storici, garantendo nuove aree produttive (per agricoltura e zootecnia) e reali opportunità ricettive per la valorizzazione turistica del territorio. Siamo una comunità di montagna, posta alla periferia dei grandi circuiti turistici del Garda trentino, ma vogliamo essere “sentinella del territorio”, un presidio a tutela di ambiente, caratteristiche naturali di pregio, ma assicurando vivibilità, servizi e nuove opportunità economiche a chi vive e torna a risiedere a Drena

Su cosa contare per uno sviluppo reale e sostenibile?

Sicuramente sul nostro tessuto associativo (Pompieri, Alpini, Pro Loco, Comitato Turistico, gruppo gemellaggio “Drena Oltre i Confini” e Associazione tutela marone di Drena), sulla collaborazione con l’intero consiglio comunale (tante le commissioni attivate con il gruppo di minoranza) e l’apporto dell’intera struttura comunale. Il calo dei trasferimenti provinciali si farà sentire, ma stiamo lavorando per creare un territorio accogliente, vivibile con tutti i servizi essenziali. Un comune dove sia piacevole e rilassante risiedere in un contesto naturale di pregio, ma anche investire in un turismo legato agli sport out-door e alle potenzialità di un territorio da valorizzare.

Un progetto che avrà ancora lei alla guida come sindaco?

È un programma che abbiamo elaborato assieme e che può contare su una solida squadra (giunta e consiglio), che ha amministrato bene ottenendo importanti risultati in questo quinquennio. E’ giunto il tempo per passare il testimone ad un candidato sindaco più giovane, ma ugualmente esperto e motivato. Una decisione non facile, ma condivisa con la maggioranza e alla quale stiamo lavorando, aperti al dialogo con la comunità e cercando di interpretare al meglio aspettative e bisogni della comunità.

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