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Brento: muore un altro base jumper

Il paracadute non si è aperto

Nell'Alto Garda già 24 le vittime

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L'ennesima tragedia si è consumato questa mattina sul Monte Brento, dove è morto un altro jumper, che si è lanciato dal Becco dell'Aquila.

I mezzi di soccorso sono stati chiamati per il recupero dell'uomo portroppo ormai senza vita. Sul posto l'elicottero di Trentino Emergenza, i vigili del fuoco e i carabinieri.

Il "base jumper" di 64 anni si chiamava Claudio Signorini. Era originario di Siena, ma viva nel milanese.

Da una prima ricostruzione - informa il Soccorso alpino - pare che il suo paracadute non si sia aperto. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 10 da parte di testimoni che hanno assistito all'incidente.

‌Il coordinatore dell'Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l'intervento dell'elicottero che, sorvolando la zona, ha individuato il base jumper a terra, alla base della parete.

L'equipe medica, il tecnico di elisoccorso e un operatore della Stazione Riva del Garda sono stati verricellati sul posto ma non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Una volta ottenuto il nullaosta dalle autorità, la salma è stata ricomposta, recuperata a bordo dell'elicottero e portata alla camera mortuaria di Dro. 

Fino ad oggi sono 22 i base jumper che sono morti buttandosi dal Brento. Gli ultimi due, nel 2019, furono un norvegese e uno svedese.

Nell'Alto Garda in tutto siamo a 24 vittime, se si contano altri due jumper deceduti anni fa, gettandosi da Cima Capi (sopra Riva).

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