Rivedersi da vicino, anche se con un vetro

Rivedersi da vicini, da vicinissimo. Anche se di mezzo c'è un vetro.

Succede da ieri pomeriggio alla «Giacomo Cis», la Rsa di Bezzecca, dove è stata inaugurata una casetta in legno, "agganciata" alla struttura della casa di riposo fino a farne un tutt'uno, all'interno della quale gli ospiti possono rivedere i propri familiari in totale sicurezza, proprio per la presenza di quel plexiglass che purtroppo ancora lì divide. Una barriera che però non ferma certo i sentimenti come dimostra l'emozione provata dai primi che hanno utilizzato la nuova casetta rivedendo così, dopo settimane, i propri anziani. Quello che era successo in primavera - col distacco totale e doloroso - non si deve ripetere e iniziative come questa si stanno moltiplicando nelle Rsa di tutta Italia.
Questa, in particolare, ha radici molto particolari.

A realizzare la casetta in legno è stata infatti «Medici con l'Africa Cuamm», sodalizio solidaristico che utilizza allo scopo i fondi «USAid» stanziani dal governo americano.
Ieri, oltre a quella di Bezzecca, è stata inaugurata una casetta simile in Vallarsa (ne riferiamo a pagina 24) che però servirà al personale per cambiarsi in condizioni di totale sicurezza.
A Bezzecca - dove purtroppo in primavera si sono contate tante vittime - c'erano la presidente della Rsa Marisa Dubini, il direttore Roberto Povoli, ma anche Massimo Giordani, direttore generale di Upipa in Trentino, e don Dante Carraro, direttore di «Mdici con l'Africa Cuamm» nonché Andrea Atzori, responsabile del progetto «Italian Response to Covid-19», finanziato anche da USAid, l'agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale.

 

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