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Magnifica Comunità, lo Scario si dimette: la vicenda Ospedale e i "segreti" di Degodenz e Cavada

 

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Clamoroso: la Magnifica Comunità di Fiemme è senza Scario. Giacomo Boninsegna ha presentato le dimissioni dall'incarico, dopo sei anni ai vertici dell'ente storico della valle, quattro dal 2014 al 2018 per l'intero mandato e due, gli ultimi, dal 2018 ad oggi, dopo la sua conferma che ha fatto seguito alle elezioni di due anni fa. 
Poche righe, nella lettera inviata ai Regolani e depositata in segreteria ieri mattina, per giustificare la sua scelta come dettata «da motivi personali e di salute». 

«Sono state - scrive - settimane di profonde meditazioni, prima di arrivare a questa decisione, dopo sei anni di grande impegno, ricco anche di qualche soddisfazione. Vi ringrazio della fiducia e collaborazione data in questi anni e garantisco la mia disponibilità a collaborare affinché il passaggio di competenze sia garantito, nell'interesse dell'ente».
Scarno e sintetico il testo, senza ulteriori spiegazioni, anche se è verosimile che la sua decisione sia stata dettata anche dalle ultime polemiche relative alla vicenda dell'ipotizzato trasferimento dell'ospedale di Fiemme da Cavalese alla zona del vivaio comunitario di Masi. Boninsegna, interpellato ieri, non ha voluto commentare.


LO SPOSTAMENTO DELL'OSPEDALE E LA POSIZIONE DELLO SCARIO - Vengono anche dal movimentato finale della seduta del consiglio dei Regolani della Magnifica Comunità di Fiemme, riunito lunedì nel tardo pomeriggio nella sala consessi del Palazzo, quando è venuto in primo piano il recente discorso (con molte polemiche) relativo all'ipotesi dello spostamento dell'ospedale dalla sede attuale di Cavalese su una nuova area individuata nel fondovalle e che avrebbe occupato in parte il vivaio forestale della Magnifica nei pressi di Masi e in parte alcuni terreni privati. 

Una polemica innescata dalla prima interrogazione presentata al sindaco di Cavalese dall'ex consigliere comunale Carmelo Zini e che poi ha coinvolto l'intera valle ed in modo particolare il consiglio di Regola di Cavalese.

Alcuni componenti di quest'ultimo, il 7 ed il 17 settembre hanno mandato allo scario Giacomo Boninsegna ed al consiglio dei regolani due lettere, contestando il comportamento dello stesso scario, accusato di aver invitato i vicini proprietari dei terreni di Masi a venderli ad una impresa trentina interessata alla realizzazione del nuovo nosocomio. «Un comportamento - scrivevano il 7 settembre Tiziano Berlanda, Elisabetta Chelodi, Giorgio Degiampietro e Valentina Vaia - che ha suscitato clamore e che sarebbe opportuno portare ufficialmente in discussione anche sui banchi del consiglio dei regolani».

Sollecitando, sulla vicenda, la massima trasparenza, per chiarire il ruolo della Magnifica e soprattutto quello dello scario. Nella lettera del 17 settembre, sottofirmata da Giuseppe Fontanazzi (ex vicescario), Claudio Vanzo, Guido Boschetto e Lorenzo Bellante , si chiedeva allo scario di chiarire nel consiglio la posizione dell'ente valligiano, soprattutto dopo che il sindaco di Cavalese, rispondendo a Zini, aveva dichiarato di essere a conoscenza dell'ipotesi di trasferimento dell'ospedale fin dal mese di febbraio.

Lunedì scorso, proprio alla fine della seduta, lo scario ha cercato di chiarire le cose dando lettura di una lettera inviata il 13 ottobre a tutti i vicini firmatari dei due documenti di settembre. «Non ho risposto prima - ha subito precisato - per non venire strumentalizzato in periodo di campagna elettorale», illustrando in dettaglio la cronologia dei fatti. Praticamente ancora lo scorso dicembre, la Provincia gli aveva chiesto la disponibilità a restituire parte della superficie del vivaio (che tra l'altro era stato permutato tra i due enti appena dieci mesi prima, con atto del 12 febbraio 2019), raccomandandogli «di tenere la notizia riservata».

Poi, in gennaio, Boninsegna era venuto a conoscenza che la proposta era stata illustrata a Trento ad alcuni sindaci ed amministratori della valle ed ai due consiglieri provinciali Piero Degodenz e Gianluca Cavada , senza che la Magnifica fosse stata coinvolta.

Inoltre, a fine gennaio, era emerso che della proposta erano state informate alcune giunte comunali, per cui, il 5 febbraio, lo stesso scario aveva portato i problema all'attenzione dei regolani in un consiglio informale. Finito il lockdown, lo scario era stato anche contattato dallo Studio Tecnico Mak Costruzioni Srl, per verificare, a titolo personale, la disponibilità dei proprietari a cedere i loro terreni. «Ho esitato a lungo - ha chiarito Boninsegna - poi ho dichiarato la mia disponibilità con il solo obiettivo di trovare una soluzione per l'ospedale, tenuto conto dell'aggravarsi della situazione sanitaria nelle valli dell'Avisio, a seguito del Covid».

A questo punto, la notizia è diventata di dominio pubblico, è cresciuta la polemica e lo scario ha comunicato alla ditta la rinuncia a proseguire nei contatti, informando della cosa i regolani il 19 agosto. «In conclusione - ha precisato - nessun coinvolgimento della Magnifica nella scelta strategica della costruzione del nuovo ospedale ed è evidente che, prima di una eventuale cessione dei terreni, il consiglio dei regolani sarà chiamato a pronunciarsi, Questa è la verità dei fatti. Mi rimane il rammarico personale per essere stato strumentalizzato».

Parole che non hanno convinto il regolano di Cavalese Franco Corso . «Mi dispiace - ha detto - che il consiglio non sia stato informato prima ma che lo scario lo abbia fatto solo quando lo ho chiesto io, in una riunione informale. Non condanno nessuno, ma lo scario ha fatto una sciocchezza che si poteva evitare». A questo punto sembra chiaro che l'ipotesi del trasferimento dell'ospedale di Fiemme sia definitivamente tramontata.

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