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Tutti in casa per il Covid,

va a gonfie vele la polenta,

a Storo decuplicate le vendite

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«Trasformare i vincoli in opportunità«. E’ l’imperativo che ti predicano in ogni corso di formazione. E la crisi innescata dalla pandemia può trasformarsi da vincolo in opportunità? Non è che i contadini abbiano organizzato o frequentato molti corsi di formazione, ma le occasioni sanno coglierle al volo. Sarà per via di quel proverbio del cervello fino e delle scarpe grosse?
Prendi Agri 90. La Cooperativa che si sta avvicinando a grandi passi alla celebrazione del trentesimo anniversario dalla nascita gode buona salute e in questo periodo sta macinando fatturato, oltre che farina. Buona salute? Direbbero ottima i suoi dirigenti, se non fosse che la tradizionale prudenza dei contadini invita a tenere la testa bassa.
Tuttavia i dati del primo trimestre della Cooperativa del basso Chiese forniscono informazioni lusinghiere. Partiamo dalla regina delle produzioni: la ormai famosissima farina gialla di Storo. Se nel primo trimestre del 2019 la commercializzazione era stata di 2.600 quintali, nello stesso periodo del 2020 è salita a 3.550 quintali, con un incremento che supera il 35%. Ma il balzo vero è avvenuto nel mese di marzo, con il passaggio da 730 a 1.500 quintali. D’altronde la chiusura di tutto e l’obbligo di rimanere in casa ha portato ad aumentare il numero delle polente da mettere in tavola.
Evidentemente non ci si tira indietro nemmeno nel campo degli antipasti, se le gallette vendute sono passate da 17.000 a 20.000 confezioni. Ma dove il dato diventa eclatante è nella vendita della farina bianca, esplosa da 134 a 270 quintali.
Motivo? Facile intuirlo. Cosa si fa in casa, per tutto questo tempo? Si recuperano antiche tradizioni attorno ai fornelli, come fare la pasta o addirittura il pane. Intanto si passa il tempo. E poi, vuoi mettere la soddisfazione? Un tempo a Storo (sede della Cooperativa) le donne in occasione delle “feste comandate”, facevano le “Foài”, le tagliatelle nell’idioma locale. Il consumo di farina bianca potrebbe dire che nell’era del coronavirus il ritorno alla produzione di tagliatelle fatte in casa non è solo di Storo, e non è solo delle grandi occasioni. C’è anche chi non si fa prendere dalla frenesia creativa: non a caso aumenta anche il consumo della polenta cotta, ma solo del 7%.
Ultimo dato: il grano saraceno. A dire il vero non è indicativo, perché questo è il primo anno di vera commercializzazione, essendo questo prodotto della tradizione montana l’ultimo grano ad essere entrato nella scuderia di Agri 90. Ci è entrato, fra l’altro, come “plus” della coltivazione del frumento: infatti si pianta subito dopo la raccolta del frumento e si raccoglie subito prima della sua semina. La vendita del primo trimestre 2020 è calcolata in più di 50 quintali, rispetto ai 4 dello stesso periodo dell’anno scorso.
Insomma, un successo. «Siamo contenti – è l’inevitabile chiosa del presidente di Agri 90 Vigilio Giovanelli – perché ci viene riconosciuto dalle catene trentine della grande distribuzione il livello di qualità raggiunto dalla nostra Cooperativa, leader in provincia nella produzione di farine”.

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