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Le Asuc di Peio e Cogolo per  Pont e Malgamare

fanno causa a Hydro Dolomiti Enel srl

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Anche le Asuc della Val di Peio non mollano. Come già le Amministrazioni Separate dei beni frazionali di uso civico del Pinetano e della Val di Fiemme, le Asuc di Cogolo e di Peio vogliono veder riconosciuta la proprietà collettiva.
Di beni, cioè, che, evidenziano le Asuc, sono «inusucapibili, inalienabili e imprescrittibili» e che quindi intendono tutelare contro l’occupazione di terreni frazionali con i manufatti a servizio delle centrali idroelettriche di Cogolo Pont e di Malga Mare (foto), alimentate dai bacini artificiali di Pian Palù e del Careser. 
Per questo i comitati di Cogolo e di Peio, con i presidenti Piergiorgio Canella e Antonio Vicenzi, hanno incaricato l’avvocato Mauro Iob (lo stesso legale di Rover Carbonare e che ha difeso le Asuc pinetane nella vertenza sul porfido) di rappresentarle nell’azione giudiziaria per la domanda dei frutti civili e del risarcimento, ovvero dell’indennizzo per l’occupazione e per la diminuzione di valore e il pregiudizio delle proprietà. La controparte è la società Hydro Dolomiti Enel srl, attuale concessionario delle infrastrutture. 
La questione è legata alla costruzione delle centrali idroelettriche di Cogolo Pont e Malgamare, realizzate tra il 1920 e il 1950, che hanno comportato l’occupazione di diverse aree di proprietà delle frazioni di Cogolo e di Peio, ma anche di Termenago, assoggettate al vincolo di uso civico: si tratta di centrali, dighe, gallerie, opere di presa sui fiumi, immobili, oggi utilizzate da Hde, oltre che di tanti manufatti non più in uso ma che sono la diretta conseguenza di opere collegate alle centrali idroelettriche (discariche, canali di scolo, muri di contenimento). 
L’obiettivo, quindi, è regolarizzare questa occupazione eseguita senza tener conto del diritto di uso civico. 
«Negli anni ‘20 ci siamo visti portare via pascoli, boschi... ma, in cambio, finora alle comunità, che vantavano il diritto di uso civico, non è stato riconosciuto alcun compenso» spiega infatti il presidente dell’Asuc di Cogolo Canella. 
Dal 2014, sono stati portati avanti diversi tentativi per addivenire a degli accordi tra le parti. A fine 2015, le due Amministrazioni, quindi, avevano intrapreso anche il percorso della mediazione civile, prima dell’avvio di una causa giudiziale vera e propria. Ma finora, i contatti intrapresi non hanno portato a nessun risultato sperato.
Alla fase di mediazione aveva partecipato anche l’Asuc di Termenago, che in Val di Peio possiede beni gravati da uso civico, in particolare nella zona della Malga Frattasecca. Ma, in questo momento, il Comitato guidato dal presidente Gianluca Zambelli ha scelto di fare un passo indietro. 
«Abbiamo deciso di fermarci perché il nostro bilancio non ci consente di intraprendere una causa contro la società, che inevitabilmente andrà per le lunghe - commenta infatti Zambelli -. Il procedimento ci avrebbe richiesto di impegnare circa il 10% del nostro bilancio e non ne avevamo la possibilità».

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